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I processi di crisi e trasformazione degli ultimi dieci anni hanno cambiato profondamente il nostro tessuto economico, produttivo e sociale.
La ripresa produttiva, tanto sbandierata negli ultimi anni dai Governi, non è apprezzabile, anzi permangono situazioni di crisi molto gravi sul territorio come: la Breda Menarini, la RCM e altre situazioni simili.
Il voto del 4 marzo scorso alle elezioni politiche e l'arrivo del cosiddetto Governo giallo verde (Lega e M5Stelle) hanno illuso gli italiani, sulla possibilità di grandi cambiamenti nel mondo del lavoro e su un miglioramento delle condizioni di vita.
Ad oggi, assistiamo a tanti annunci ma pochi fatti concreti, la riforma del lavoro (Jobs Act) del precedente Governo è tuttora vigente, con scarsi risultati sul fronte della stabilità occupazionale, di fatto i dati ISTAT ci dicono che la disoccupazione non cala e aumenta la povertà e le diseguaglianze.
La riforma pensionistica (Fornero) non viene minimamente scalfita dalla proposta dell'attuale Governo, la quota 100 per accedere alla pensione rischia di tramutarsiin una presa in giro e probabilmente si rimanderà al prossimo anno.
Così, come il reddito di cittadinanza e il tentativo di introdurre la flat tax (tassa piatta) che di fatto, consente ai ricchi di pagare meno e non distribuisce alle classi più deboli del paese lavoratori e pensionati.
I condoni fiscali dimostrano che non c'è una reale volontà a fare una lotta seria agli evasori, anzi si premiano quelli che le tasse non le pagano, beffeggiando chi invece paga le tasse fino all'ultimo centesimo, i lavoratori dipendenti e i pensionati.
Per questo CGIL, CISL e UIL hanno predisposto un documento di richieste, inviato al Governo, per discutere e cambiare i contenuti della manovra di stabilità su: Lavoro, Fisco e Pensioni.
Stiamo svolgendo gli Attivi e le Assemblee nei luoghi di lavoro, pronti alla mobilitazione se il Governo dovesse ignorare le nostre richieste.
Bisogna cambiare l'andamento dei rapporti di lavoro che vede un uso ben oltre l'87% dei contratti a termine, dei contratti a chiamata, del lavoro somministrato e precario.
Siamo lontani da un'idea di sviluppo futuro del paese e soprattutto di scelte chiare, rivolte ai giovani e alla possibilità di costruirsi un futuro, non a caso mediamente oltre 100.000 giovani emigrano dall'Italia in altri paesi ogni anno.
Si rischia di fare uno scontro con l'Europa inutile, manca un progetto chiaro di dove si vuole portare il paese, sulle priorità di spesa delle risorse pubbliche, sui futuri investimenti, visto anche le sfide della digitalizzazione e delle nuove tecnologie.
Il quadro nazionale non aiuta e sul nostro territorio pesano le scelte del Governo sul blocco delle risorse già previste per le opere infrastrutturali, di cui l'area metropolitana ha bisogno, l'intero paese ne ha bisogno, basti pensare al collegamento nord/sud (Passante autostradale), agli interventi sugli edifici pubblici e scolastici, la messa in sicurezza di viadotti, ponti e gli interventi necessari sul dissesto idrogeologico.
Nonostante tutto siamo in un territorio, dove la disoccupazione è calata attorno al 5% e dove importanti investimenti privati sono intervenuti creando nuova occupazione: Philips Morris, Ducati, Toyota, Lamborghini, Danfoss, BioOn, Fico, il Centro Europeo di Meteriologia, investimenti sul digitale, automotive, macchine automatiche, servizi, turismo.
Siamo però, lontani dalla creazione di posti di lavoro duraturi, la buona occupazione non è praticata su larga scala, prevale il lavoro povero, deregolamentato, discontinuo.
Dobbiamo insistere con la contrattazione aziendale, territoriale e sociale al fine di conseguire politiche attive sul territorio che aiutino i giovani e gli over 50enni che hanno perso il lavoro, ad inserirsi in un mercato più stabile, con contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Formazione continua per chi lavora e formazione riqualificante per chi ha perso il lavoro, rilanciando una politica che sappia coniugare, da un lato le esigenze delle aziende (carenza sul mercato di tecnici), dall'altro lo sviluppo dei servizi legati al turismo in forte crescita.
Attraverso la gestione del Patto sullo Sviluppo della Città Metropolitana e dell'accordo "Insieme per il Lavoro", e l'intesa sui Diritti del Lavoro digitale (Riders), dobbiamo insistere nel valorizzare i punti di forza del territorio: Università, Sistema educativo e scolastico, Sistema del welfare universale, Sistema della Mobilità pubblica, Fiera, Interporto, Aeroporto, Hera, Tecnopolo e Fico.
Utilizzare le risorse in chiave locale per ridurre le diseguaglianze, aiutare le famiglie in difficoltà, attraverso la contrattazione con i Distretti migliorare il sistema socio- sanitario, l'assistenza alle famiglie sui disabili e sugli anziani non autosufficienti.
I temi della casa, del contenimento degli affitti, tasse, tariffe, la contrattazione deve servire a non lasciare senza tutela nessuno, fornendo un servizio di welfare complessivo di qualità, adeguato a tutte le esigenze: dall'infanzia, ai grandi anziani, alla domiciliarità, migliorando il servizio di Sanità pubblica. Un nuovo welfare in grado di affrontare la sfida dell'andamento demografico che vedrà a Bologna in pochi anni aumentare la popolazione degli over 65enni e degli ultra 80enni, occuparsi dei diversamente giovani senza perdere di vista i giovani e dare impulso alle famiglie per la natalità futura.L'integrazione dei migranti sarà un aspetto determinante anche nel far fronte al tema demografico e non solo, i migranti sono una ricchezza non una sciagura.
Solo così sarà possibile perseguire gli obiettivi della Carta dei Diritti Universali e i contenuti del documento di maggioranza che come CGIL abbiamo discusso e votato in questa fase congressuale chiamato"Il Lavoro è". Contrattazione e Servizi della CGIL devono intrecciarsi per dare efficacia alle risposte dei bisogni dei cittadini, pensionati, lavoratori e migranti.
Nonostante i tagli imposti dai Governi sui CAF e sui Patronati, siamo riusciti a trovare un equilibrio che consente di continuare nel lavoro quotidiano, nella presenza capillare sul territorio, con maggiore attenzione per gli iscritti, come è giusto che sia.
La Carta dei Servizi è la bussola di orientamento che serve all'iscritto per trovare il soggetto/servizio a cui rivolgersi, convenzionato con la Camera del Lavoro, per trovare la soluzione più adatta ai problemi.
Come sempre consegnamo la Carta dei Servizi 2019 agli iscritti, insieme alla tessera di adesione alla più grande organizzazione sindacale del nostro Paese, ringraziandoli per il contributo che continuano a dare, anche e soprattutto in questi momenti difficili, che richiederanno nuove lotte e sacrifici, per mantenere ed estendere, alle generazioni future, dignità sul lavoro, tutele e diritti.

Maurizio Lunghi
Segretario Generale
della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna