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Il 2021 è stato un anno che ci ha visto alle prese con vecchi e nuovi problemi che probabilmente ci accompagneranno per diverso tempo.
La vaccinazione di massa ha dato i suoi risultati, aldilà della cosi detta quarta ondata, non stiamo per ora rischiando un nuovo blocco delle attività e delle libertà personali, però occorre rispettare le regole e soprattutto sottoporsi anche ad una eventuale vaccinazione, come sta avvenendo per le persone più fragili o che operano nei servizi sanitari e essenziali.
L'evoluzione della fase pandemica vede all'orizzonte una ripresa economica significativa per il nostro paese questa è la novità, le percentuali di crescita stanno andando oltre le più rosee previsioni. Però restano vecchi problemi come per esempio la quantità di assunzioni che per oltre l'85% sono fatte di rapporti precari, somministrati, atipici e con part time involontari e una cronica carenza di mano d'opera legata all'andamento demografico e non solo. La nuova ripresa poggia su un vecchio mercato del lavoro che andrebbe riformato e regolamentato per offrire ai giovani e alle donne migliori condizioni di lavoro e soprattutto la possibilità di pianificare un futuro in grado di aiutare le famiglie ad avere figli, solo così si potrà invertire il trend demografico negativo degli ultimi 10 anni.
Restano anche problemi aperti nel confronto con il Governo Draghi, non hanno ancora trovato risposta diversi temi posti da Cgil, Cisl e Uil con le piattaforme nazionali: la riforma degli Ammortizzatori sociali in chiave universale, una riforma fiscale in grado di liberare il peso della tassazione su stipendi e pensioni, una riforma pensionistica capace di rivedere le storture della Legge Fornero e di dare risposte a chi ha un lavoro gravoso, a chi svolge un lavoro di cura, al futuro delle pensioni per i giovani garantendo un sistema di salvaguardia per chi è già in pensione e chi deve lavorare con condizioni retributive e di contribuzione adeguati.
Manca un confronto sugli aspetti strategici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che vedrà arrivare dall'Europa una quantità di investimenti di centinaia di miliardi che sono fondamentali per consentire all'Italia le condizioni non solo di ripartire dopo la pandemia, ma di risolvere anche i diversi nodi strutturali che esistevano anche prima del Covid. Investimenti che interessano i settori strategici del paese dai servizi sanitari, alla scuola, ai trasporti, con importanti interventi infrastrutturali e soprattutto forti processi di digitalizzazione e nuove tecnologie.
Tutti argomenti che hanno al centro il fattore LAVORO e che pertanto richiedono scelte e indirizzi che sono fondamentali per il nostro futuro, a partire dalla ricerca e dalla formazione che deve diventare uno strumento strutturale che affianca tutta la fase operativa di una persona.
La mancanza del confronto necessario con il Governo ha fatto avviare una nuova fase di mobilitazione che si aggiunge a quelle delle Categorie per i rinnovi contrattuali e che daranno continuità alla mobilitazione sulla sicurezza e salute sul lavoro. La quantità di infortuni soprattutto mortali, che ha visto anche il nostro territorio fortemente interessato recentemente nel caso Interporto, dimostrano quanto bisogno ci sia di riprendere i controlli nei luoghi di lavoro e rilanciare una formazione che come ha richiesto Cgil, Cisl e Uil al Governo deve partire già dalle scuole.
La sicurezza è un aspetto di cultura che va assimilata prima di entrare nei luoghi di lavoro, se vogliamo ottenere una inversione della tendenza negativa tuttora in atto, contemporaneamente le imprese devono investire in sicurezza e non ritenere che sia una mera spesa.
Fondamentale sarà come aumentare le risorse per controlli ispettivi sempre più efficaci, come introdurre anche tecnologie per garantire l'incolumità di chi lavora e da parte nostra occorre intensificare nei contratti di lavoro e nella contrattazione sul territorio una maggiore attenzione a questi aspetti. I Patti sul Lavoro con la Regione e con la Città Metropolitana forniscono gli strumenti necessari per attuare al meglio un'azione adeguata alle esigenze di sicurezza, lo abbiamo sperimentato con i Protocolli sulla Sicurezza legati al Covid, attraverso il confronto ai tavoli metropolitani e al lavoro settore per settore.
Ci dobbiamo attrezzare per sviluppare una contrattazione in grado di affrontare l'insieme di questi processi, sapendo che oltre alla sicurezza aumenteranno i casi di rischi di perdita dell'occupazione dopo il superamento del blocco dei licenziamenti.
La vertenza Saga Coffee è un esempio che evidenzia come le scelte industriali ed economiche del momento, non tengono conto dell'impatto sociale, infatti la multinazionale decide di delocalizzare e chiudere i battenti sul nostro Appennino, già attraversato da tempo da una desertificazione industriale, che vede decine di famiglie e centinaia di lavoratori privati del proprio reddito.
Questa è una vertenza per le sue caratteristiche non solo emblematica per il territorio ma anche per l'intero paese che vede tanti altri casi analoghi che portano all'esigenza di definire regole e sanzioni sui comportamenti e gli impatti sociali delle multinazionali nei contesti dove operano, guadagnano e poi si spostano.
Un ulteriore importante terreno su cui sviluppare la contrattazione futura (inclusiva) è sul lavoro in appalto e subappalto, nell'ambito della gestione dei bandi pubblici e privati, attraverso le intese raggiunte con i livelli Istituzionali e con le aziende partecipate, per contrastare l'illegalità e i bassi salari e garantire maggiore sicurezza e salute.
Dobbiamo ricercare un maggiore intreccio tra la contrattazione nei luoghi di lavoro e quella che si sviluppa sul territorio, con gli Enti Locali, i Distretti, le Unioni, solo così possiamo ottenere risposte complessivamente inclusive, in grado di tenere assieme le esigenze dei lavoratori, dei cittadini, dei giovani e dei pensionati. Dobbiamo insistere con la contrattazione aziendale, territoriale e sociale al fine di conseguire politiche attive sul territorio che aiutino i giovani e gli over 50enni che hanno perso il lavoro, ad inserirsi in un mercato più stabile, con contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Formazione continua per chi lavora e formazione riqualificante per chi ha perso il lavoro, rilanciando una politica che sappia coniugare, da un lato le esigenze delle aziende (carenza sul mercato di tecnici), dall'altro lo sviluppo dei servizi a sostegno di un nuovo welfare creando nuova occupazione.
Attraverso la gestione del Nuovo Patto sullo Sviluppo della Città Metropolitana e del Fondo di Comunità intrecciato con l'accordo "Insieme per il Lavoro", la gestione del Protocollo sugli Appalti; dobbiamo insistere nel valorizzare i punti di forza del territorio: Università, Sistema educativo e scolastico, Sistema del welfare universale, Sistema della Mobilità pubblica, Fiera, Interporto, Aeroporto, Hera, Tecnopolo e Fico. Utilizzare le risorse locali ed europee in chiave locale per ridurre le diseguaglianze, aiutare le famiglie in difficoltà, attraverso la contrattazione gestionale con i Distretti, al fine di migliorare il sistema socio-sanitario, l'assistenza alle famiglie sui disabili e sugli anziani non autosufficienti. I temi della casa, del contenimento degli affitti, tasse, tariffe, la contrattazione deve servire a non lasciare senza tutela nessuno, fornendo un servizio di welfare complessivo di qualità, adeguato a tutte le esigenze: dall'infanzia, ai grandi anziani, alla domiciliarità, migliorando il servizio di Sanità pubblica, visto i problemi emersi con il Covid.
Un nuovo welfare in grado di affrontare la sfida dell'andamento demografico che vedrà a Bologna in pochi anni aumentare la popolazione degli over 65enni e degli ultra 80enni, occuparsi dei diversamente giovani senza perdere di vista i giovani e dare impulso alle famiglie per la natalità futura.
L'integrazione dei migranti sarà un aspetto determinante anche nel far fronte al tema demografico e non solo, i migranti sono una ricchezza non una sciagura. Contrattazione e Servizi della CGIL devono intrecciarsi per dare efficacia alle risposte dei bisogni dei cittadini, pensionati, lavoratori e migranti.
La Carta dei Servizi è la bussola di orientamento che serve all'iscritto per trovare il soggetto/servizio a cui rivolgersi, convenzionato con la Camera del Lavoro, per trovare la soluzione più adatta ai problemi.
Come sempre consegneremo la Carta dei Servizi 2022 agli iscritti, insieme alla tessera di adesione alla più grande organizzazione sindacale del nostro Paese, ringraziandoli per il contributo che continuano a dare, anche e soprattutto in questi momenti difficili, che richiederanno nuove lotte e sacrifici, per mantenere ed estendere, alle generazioni future, dignità sul lavoro, tutele e diritti.

Maurizio Lunghi
Segretario Generale
della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna

 
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