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A seguito del confronto tra il Governo e le Confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, abbiamo dovuto prendere atto della mancanza di adeguate risorse necessarie per lavorare in sicurezza, per avviare una vasta programmazione occupazionale e di stabilizzazione del precariato e per il finanziamento dei rinnovi CCNL Sanitą Pubblica, Funzioni Locali e Funzioni Centrali e quindi, anche in ragione dell'assenza di qualsiasi confronto serio su assunzioni, contratti e sicurezza con la Ministra Dadone, abbiamo dovuto proclamare unitariamente lo sciopero nazionale di comparto per il giorno 09/12/2020 per l'intera giornata o turno di lavoro.  

Il nostro obiettivo non č bloccare i servizi ma esprimere il nostro dissenso.  

Come la Ministra Dadone dovrebbe sapere quando afferma "qualcuno pensa di bloccare l'Italia e mettere a rischio la gią fragile tenuta sociale", siamo sottoposti alla 146/90 la legge che regola lo sciopero nei servizi essenziali, e ai lavoratori che lavoreranno per garantire contingenti minimi si sommeranno anche quelli che sono impegnati nell'emergenza covid, per cui la percentuale degli abilitati ad esercitare il diritto di sciopero sarą ridotta, ma siamo convinti che la democrazia e le conquiste di libertą di espressione fuori e dentro i luoghi di lavoro vadano rispettate.  

In questi mesi gli attacchi ai lavoratori pubblici e al settore pubblico in generale si sono intensificati e molto rapidamente si č passati dalle invettive nei media da parte di politici e opinionisti, alle proposte di decurtazione dello stipendio e nonostante sia stato proprio il settore pubblico a reggere il nostro Paese nella prima fase pandemica e tuttora, si ritorna a fomentare lo scontro tra lavoratori mentre bisognerebbe far pace con il Lavoro tutto, Pubblico e Privato. Hanno nature giuridiche diverse ma entrambe le dimensioni del lavoro meritano riconoscimento professionale ed economico.
Svalutare il lavoro pubblico č parte di quel processo che ha legittimato le esternalizzazioni e il disinvestimento nel settore pubblico, dal precariato agli appalti.
Chiediamo la riforma del sistema di classificazione professionale. Rivedere i profili, gli inquadramenti e le carriere. Non possiamo affrontare l'innovazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici con la strumentazione che risale in termini di manutenzione agli inizi degli anni 2000.
Oltretutto "statale" č un termine che viene usato in senso dispregiativo e per ricomprendere tutto il lavoro pubblico.
I pubblici lavoratori invece, hanno tante professionalitą e settori di appartenenza.  Enti locali, sanitą, scuola, sicurezza, soccorso e anche le amministrazioni centrali. Connotare la funzione di chi lavora nello Stato e per lo Stato come dispregiativa vuol dire svuotare di senso istituzionale oltre che di strategicitą le amministrazioni centrali, dalla giustizia agli interni, ai beni culturali, alle agenzie, agli enti previdenziali e via di seguito. Anche il Presidente Conte parla dei privilegi degli impiegati pubblici, che comunque svolgono una funzione per la quale hanno superato un concorso, quasi come ad assimilare l'esercizio di una funzione amministrativa con una misura assistenziale.   Parliamo del personale di tutte le pubbliche amministrazioni e che lo riducano a questo clichč č disarmante per la cultura che sottende questo approccio politico al lavoro pubblico.

 
 
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