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Anna Maria Andreoli

Segretaria Generale

primo piano di Anna Maria Andreoli

Nasce a Fabro (TR) nel 1961. Si iscrive alla CGIL nel 1995 assumendo nello stesso anno l'incarico di delegata CGIL presso lo stabilimento del Ministero della Difesa di cui Ť tuttora dipendente e dove, successivamente, viene eletta delegata RSU. Tra il 2000 e il 2001 fa una breve esperienza come funzionaria nelle Funzioni Centrali che interrompe per la nascita della seconda figlia. A metŗ del 2005 assume l'incarico funzionariale nel comparto Funzioni Centrali del quale, nel 2008, diventata responsabile. Dall'inizio del 2009 entra nella Segreteria della Funzione Pubblica di Bologna e a luglio dell'anno successivo lascia la responsabilitŗ delle Funzioni Centrali per assumere l'incarico di Responsabile dell'Organizzazione della FP di Bologna, incarico che svolge fino a giugno 2015 quando assume l'incarico di Responsabile delle Politiche contrattuali, Politiche di welfare, Contrattazione sociale, Insediamento territoriale e Politiche della comunicazione, seguendo 

 

anche la contrattazione decentrata di ACER. Il 27 giugno 2016 l'Assemblea Generale l'ha eletta Segretaria Generale della Funzione Pubblica di Bologna.  

 

Contatti
tel. : 051 6087639
e-mail: annamaria_andreoli@er.cgil.it

 
 

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  • FPCGIL Bologna - Ausl Bologna - Accordo passaggi di carriera 2016 https://t.co/js72ftxzNG... 6 mesi fa 17/11/2016 18:13 799299329898881024

 

  • Ancora sulla questione degli ospedali dell'area metropolitana di Bologna il Comunicato Stampa che abbiamo inviato congiuntamnente come FP CGIL di Bologna e Imola Apprendere dalle notizie di stampa dell'idea di fusione tra le aziende ospedaliere dell'area metropolitana ci lascia alquanto perplessi. I motivi sono diversi: Il primo legato al fatto che abbiamo appena chiuso un percorso di confronto a livello regionale sul piano socio sanitario dove nulla di tutto ci√≤ era previsto e dove, a questo punto, risulta veramente poco chiaro quale organico progetto di sviluppo si vuole dare alla sanit√† a Emiliano Romagnola e Metropolitana. La motivazione per cui √® impossibile decifrare il quadro programmatico della Regione Emilia Romagna e di conseguenza dell'Area Metropolitana deriva dalla variopinta gamma di geometrie organizzative che sono presenti nel sistema sanitario: Da un lato la MAXIAUSL della Romagna, dall'altro, quello dell'area vasta Emilia Nord, dove oltre a due Aziende Ospedaliero Universitarie, Parma e Modena, sono presenti quattro Aziende USL ognuna responsabile dei propri ospedali. La proposta di una maxi azienda ospedaliero universitaria metropolitana (la cui normale conseguenza sar√† la nascita di una USL metropolitana formata dai soli dipartimenti territoriali) ci conferma che sicuramente la fantasia non manca ma che forse ci sarebbe bisogno di maggior coordinamento tra viale Aldo Moro e il Sindaco Metropolitano. Premesso che le sfide ed il cambiamento non ci spaventano tre riflessioni sono doverose: La prima √® che, preso atto che la situazione economico finanziaria finanziaria ha sparigliato quel sistema di autonomie aziendali troppo spesso sconfinato nella concorrenza piuttosto che nella collaborazione tra aziende, l'integrazione tra Aziende, funzionale o strutturale che sia, sconta mille difficolt√† legate proprio alle abitudini differenti e ai metodi di lavoro diversi, derivanti da quelle stesse autonomie. Un esempio pratico √® il Servizio Unico che gestisce il personale (assunzioni, concorsi, stipendi etc.) delle tre Aziende sanitarie Bolognesi che √® rimasto una fusione a freddo di tre servizi che continuano a lavorare ognuno con il proprio modus operandi, con i propri orari e con le prorie regole. Oppure il Laboratorio Unico Metropolitano dove, nella sede collocata a Imola, al personale i tabulati orari non arrivano e si procede a scriverli manualmente come si faceva diverse decine di anni fa. Problemi che non si risolvono solo aumentando i perimetri e mettendo insieme pezzi che prima erano indipendenti ma anche e soprattutto ascoltando la gente che lavora nei servizi a cui queste riorganizzazioni vengono troppo spesso letteralmente buttate sulla testa. La seconda √® di importanza strategica per il futuro della sanit√†: i tagli al Sistema Sanitario nazionale e un contratto dei lavoratori della sanit√† scaduto dal 2009 hanno provocato una situazione in cui il personale sta lavorando senza aumenti contrattuali da allora in una condizione che inoltre registra una riduzione drastica del personale in servizio, l'aumento progressivo dell'et√† media dei dipendenti e cambiamenti organizzativi continui e spesso disordinati e poco efficaci. Un mix esplosivo che provoca una tensione che si respira in tutti i reparti ed in tutti i servizi delle Aziende sanitarie cavalcato da organizzazioni di rappresentanza che parlando esclusivamente alla pancia delle persone, senza fare nessuna proposta, peggiorano ulteriormente questo clima degenerandolo. Provate a chiedere ad un infermiere cosa ne pensa del fatto che lo si definisca un professionista della sanit√†, con le responsabilit√† professionali connesse, quando le condizioni nei reparti spesso assomigliano a quelle dei campi di combattimento, (vedi le ultime aggressioni avvenute nei pronto soccorsi) La terza ed ultima √® che i dipendenti delle aziende dell'area metropolitana hanno una storia di contrattazione integrativa autonoma che presenta oggi situazioni diversificate sia dal punto di vista organizzativo, che normativo ed economico. Non si pu√≤ quindi pensare di prescindere da questa considerazione e non ipotizzare di ricondurre ad un quadro omogeneo organizzazione e risorse per lavorare poi sulle responsabilit√† organizzative, sulle esperienze e sulle competenze. Date queste tre riflessioni, dal nostro punto di vista per la riuscita di questi processi e per la loro coerenza in un sistema molto complesso quale la sanit√†, √® necessario: Un reale coinvolgimento delle persone nei processi di riorganizzazione partendo dalle esperienze e le professionalit√† esistenti per la progettazione di nuovi assetti organizzativi. La previsione di un livello di contrattazione metropolitano e delle risorse necessarie per discutere. Un contratto collettivo nazionale della sanit√†, rinnovato, che contenga gli strumenti e le risorse per dare i giusti riconoscimenti agli operatori del settore e restituire alla contrattazione territoriale le prerogative necessarie a gestire anche processi di questa portata. Sono le tre cose fondamentali da cui partire per trovare regole condivise in una partita complessa come quella della costruzioni di servizi di qualit√†, innovativi ed efficenti nell‚Äôarea metropolitana. FP CGIL Bologna Anna Andreoli FP CGIL Imola Marco Blanzieri 4 giorni fa