La FP CGIL di Bologna esprime profonda preoccupazione in merito alle recenti evoluzioni riguardanti l’assetto gestionale del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni gestito dalla Cooperativa Sociale Onlus Istituto Ramazzini.
L’assenza del Direttore dell’Area Ricerca e la mancata comunicazione di un sostituto e del nuovo assetto organizzativo, aprono interrogativi urgenti che necessitano di risposte chiare e immediate da parte dei vertici dell’Istituto. Risposte che, nonostante le richieste formali della Fp Cgil di Bologna, non sono arrivate.
Le ragioni dell’allarme sindacale
Continuità Scientifica: Temiamo che il cambio di rotta nella direzione possa mettere a rischio la prosecuzione delle linee di ricerca storiche e l’autorevolezza dei progetti in corso, minando il posizionamento del Centro a livello scientifico globale.
Tenuta Occupazionale: Ogni fase di incertezza gestionale si ripercuote inevitabilmente sui lavoratori. Si richiedono garanzie formali sul mantenimento dei livelli occupazionali e che l’organizzazione del lavoro rimanga confinata alle competenze di ciascun lavoratore evitando di riporre responsabilità gestionali non pertinenti che potrebbero pregiudicare la salute, la sicurezza e la regolare produttività dei lavoratori stessi, che sono il vero motore della ricerca prodotta presso il Centro di Ricerca.
Prospettive Industriali e Finanziarie: È necessario che la governance dell’Istituto Ramazzini chiarisca quali siano gli investimenti previsti per il prossimo triennio e come la Direzione intenda garantire la sostenibilità economica senza intaccare la qualità del lavoro e la missione sociale dell’ente.
Occorre, quindi un confronto urgente con i vertici dell’Istituto Ramazzini per avere rassicurazioni concrete sul futuro industriale del Centro e sulla salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro.
La ricerca richiede chiara programmazione e rispetto per chi, ogni giorno, mette le proprie competenze al servizio della salute collettiva.
La storia di questo Istituto, fondato sull’intuizione e sull’impegno del Professor Cesare Maltoni, si è sempre distinta per l’indipendenza della ricerca e per la difesa della salute pubblica contro i rischi derivanti dall’esposizione a sostanze cancerogene. Per questo rappresenta un’eccellenza internazionale nel campo dell’oncologia sperimentale e della prevenzione ambientale. Un patrimonio che appartiene al territorio bolognese e alla comunità scientifica internazionale
Per noi – affermano Pasquini e Mesoraca della Fp Cgil di Bologna – Il Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni deve restare un presidio di scienza libera e indipendente oltre che un luogo di lavoro dignitoso e tutelato. Non permetteremo – continuano i sindacalistiche una risorsa così preziosa per la nostra Regione venga indebolita da visioni che paiono poco chiare o di ridimensionamento. Monitoreremo con estrema attenzione ogni passaggio formale relativo alle nuove nomine e alle future strategie aziendali.
In questo periodo ricorrono i 25 anni dalla scomparsa del Professor Cesare Maltoni e crediamo che il miglior modo per ricordarlo sia salvaguardare quanto ci ha lasciato.
LA RICERCA INDIPENDENTE VA TUTELATA ASSIEME AL LAVORO DEI RICERCATORI!

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