Strade provinciali: non è esternalizzando un servizio pubblico che si risolvono i problemi.

La FP CGIL di Bologna ha condiviso in una assemblea di lavoratori, il permanere di molte criticità nell'attività di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali, in capo alla Città Metropolitana.

Da alcuni mesi ha preso avvio il modello di gestione, in gran parte esternalizzata, della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali deciso dall'attuale amministrazione metropolitana.

Solo in quattro zone su dieci e solo per la manutenzione ordinaria della rete secondaria, è ancora presente un nucleo operativo di cantonieri, sorveglianti, tecnici dipendenti della Città Metropolitana, grazie all'accordo sindacale di un anno fa che ha arginato la volontà dell'Amministrazione di esternalizzazione totale.

Su tutto il resto della rete stradale, alla Città Metropolitana che ha la responsabilità nei confronti dei cittadini, rimane in pratica solo il controllo dell'attività dell'appalto e quindi malgrado i cittadini si attendano e spesso chiedano risposte ai pochi professionisti dell'Ente sullo stato delle strade, la stragrande parte di quelle risposte non possono più arrivare da loro.

E tuttavia ci si domanda da chi debbano arrivare quelle risposte, se già all'inizio dell'anno ci viene segnalato che in più occasioni sono stati dichiarati problemi di risorse disponibili per qualsiasi intervento corrente, ivi compreso il pronto intervento, tenuto conto che come è ovvio le imprese private operano in un'ottica di profitto e non di gratuità di servizio.

E ci si domanda anche come debbano arrivare quelle risposte, visto che si susseguono richieste di interventi estemporanei in luoghi o lavorazioni laddove dovrebbero essere operative solo squadre delle ditte private in ragione di una rigida suddivisione sulla carta delle attività tra le ditte private e i pochi operatori dell'Ente.  Suddivisione peraltro fondamentale, non solo per chiarezza operativa, ma anche per garantire appropriate misure di sicurezza per attività che sono ad alto rischio,

La FP CGIL non ha cambiato idea. Ritiene che la vera soluzione sia quella di cambiare leggi sbagliate che impediscono alla Città Metropolitana di assumere il numero adeguato di cantonieri, sorveglianti e tecnici per garantire a tutti i cittadini strade provinciale sicure.

Quei lavoratori costituiscono infatti un patrimonio insostituibile di competenze, esperienza, conoscenza approfondita del territorio metropolitano, che, per fare un solo esempio, nei giorni dell'alluvione che ha colpito anche il nostro territorio, ha contribuito in maniera decisiva ad evitare che gli ingentissimi danni materiali avessero un pari riflesso in termini di vite umane.

Se la politica continua invece a ritenere che la soluzione rimanga quella di un'amplissima esternalizzazione al privato, il minimo è quello di mettere davvero a disposizione tutte le risorse economiche necessarie, anche per la manutenzione ordinaria e preventiva, e non solo per il rifacimento delle poche strade attraversate da manifestazioni ciclistiche, e al contempo garantire una organizzazione chiara e sicura di tutte le lavorazioni necessarie sulle strade con il pieno coinvolgimento delle professionalità interne.

Senza risorse e senza lavoratori non c'è alcun servizio pubblico di manutenzione delle strade provinciali!

Anche per questo FP CGIL ha proclamato per il 23 maggio lo sciopero generale metropolitano dei servizi pubblici.


Lettera aperta del Segretario Generale della FP CGIL di Bologna per lo Sciopero Generale della Categoria del 23 Maggio

Care Cittadine e Cari Cittadini del territorio bolognese,

chiedo un attimo del vostro tempo per rappresentarvi in maniera sintetica e spero chiara le ragioni che hanno portato la FP CGIL di Bologna a proclamare, per il prossimo 23 maggio, lo sciopero generale in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati di tutti i comparti della categoria bolognese.

Uno sciopero per contrastare situazioni che in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati del territorio bolognese stanno determinando un drastico peggioramento delle condizioni di lavoro, la contrazione degli organici e il rischio di ridurre ulteriormente l’offerta e la qualità dei servizi alla collettività.

Si tratta di servizi sanitari, socio assistenziali, educativi, culturali, di accoglienza, di presidio e sicurezza dei territori e delle persone, di sicurezza nei luoghi di lavoro, di giustizia, di spazzamento e raccolta dei rifiuti, servizi cimiteriali e tanti altri.

Uno sciopero per rivendicare la fondamentale funzione pubblica che le lavoratrici e i lavoratori che operano nei servizi pubblici hanno per garantire l’accesso ai diritti costituzionali e la presa in carico dei bisogni di tutte e tutti.

Uno sciopero per pretendere dalle istituzioni pubbliche, dai datori di lavoro pubblici e privati del nostro territorio, il coinvolgimento delle lavoratrici e lavoratori nei processi organizzativi che li riguardano. Per pretendere in tutti i luoghi di lavoro, condizioni di lavoro di qualità, nuove assunzioni e stabilizzazione del personale precario, percorsi di formazione e aggiornamento professionale, valorizzazione economica, percorsi di carriera e sicurezza sul lavoro.

Uno sciopero per pretendere dalla politica, dalle istituzioni pubbliche, dai datori di lavoro pubblici e privati del nostro territorio, una presa di posizione netta e chiara contro politiche sempre più orientate alla totale privatizzazione dei servizi.  Politiche che sempre più spesso sono dettate da protagonismi che nulla hanno a che fare con la necessità di potenziare uno strutturato sistema di servizi, in grado di rispondere in maniera omogenea ed inclusiva ai crescenti bisogni di presa in carico delle persone.

Le lavoratrici e i lavoratori che operano in tutti i servizi pubblici sono persone che lavorano con abnegazione, competenza e professionalità per garantire risposte ai bisogni di altre persone. Non è tollerabile che siano loro ad essere additati come responsabili di malfunzionamenti che dipendono dalla volontà di depotenziare il sistema pubblico in favore di interessi privati che puntano al profitto.

I servizi pubblici sono presidio di legalità, l’infrastruttura della vita quotidiana e la base materiale del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale.

Se diminuiscono o peggio ancora se mancano, stiamo peggio tutti.

Uno sciopero, quindi che parla a tutti, alla politica del territorio, ai datori di lavoro pubblici e privati, alle cittadine e cittadini, perché i servizi pubblici sono di tutti, e da tutti vanno difesi.

Noi non siamo disponibili ad assistere passivamente al loro progressivo smantellamento.

Grazie per l’attenzione, un caro saluto e il 23 maggio vediamoci in Piazza numerosi.

L’appuntamento è alle ore 10,00 in piazza XX Settembre a Bologna e poi in corteo fino a Piazza del Nettuno.

Marco Pasquini - Segretario Generale Fp CGIL Bologna

 

Copia e accedi al link sottostante per conoscere le ragioni dello sciopero comparto per comparto

https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2024/05/PIATTAFORMA-Verso-lo-sciopero-generale-metropolitano-della-FP-CGIL-di-Bologna.pdf


Forte preoccupazione per il futuro del lavoro nella cultura nel Comune di Bologna.

E' quella condivisa in assemblea da lavoratrici e lavoratori delle biblioteche, dei musei, del settore cultura e creatività.

Il Comune annuncia da tempo una serie di investimenti e l'apertura di nuovi luoghi della cultura, da ultimo anche acquisendo in comodato Palazzo Pepoli da Fondazione Carisbo.

Ma con quali lavoratori si gestiranno i nuovi luoghi della cultura se il sottorganico è già evidente nei servizi esistenti, pur a fronte dell'apporto fondamentale dato ogni giorno anche dal personale in appalto?

Non è con i bandi del servizio civile o tantomeno con il volontariato che si può garantire il presidio pubblico comunale sulle politiche e sui servizi culturali della città!

Servono assunzioni dalla graduatoria in scadenza a luglio, peraltro l'unica esistente e serve una vera programmazione del fabbisogno di personale del settore, commisurata al livello di servizio che si vuole offrire ai cittadini. Occorre quindi bandire con urgenza concorsi per tutte le professionalità necessarie avendo chiaro quale prospettiva professionale si vuole garantire alla futura gestione comunale della cultura nella città.

Investire seriamente in cultura significa innanzitutto assumere e valorizzare le lavoratrici e i lavoratori necessari. Significa sviluppare i progetti e organizzare i servizi non escludendo, ma coinvolgendo davvero le tante competenze presenti nel settore e per quanto riguarda le parti appaltate, significa applicare il Contratto nazionale di Federculture, che è quello di riferimento per il settore culturale.

Questo va fatto e questo chiedono con forza lavoratrici e lavoratori. Altrimenti viene il dubbio che il futuro sia già predestinato e anche noto: quello di una ulteriore progressiva precarizzazione del lavoro nella cultura nel Comune di Bologna, magari anche attraverso organismi intermedi quali Fondazioni o altro.

Un futuro inaccettabile.

Anche per questo FP CGIL ha proclamato per il 23 Maggio lo sciopero metropolitano dei servizi pubblici.


L'Assemblea delle Lavoratrici e Lavoratori dei servizi cimiteriali e funerari del comune di Bologna verso lo sciopero generale proclamato dalla fp cgil di Bologna

"L’Assemblea delle lavoratrici e lavoratori di BSC e BSF aderisce allo sciopero metropolitano indetto per Giovedì 23 maggio."

Esprime, infatti, preoccupazione per la situazione generale dei servizi pubblici; a differenza di un recente passato anche il territorio metropolitano bolognese inizia ad essere in sofferenza.

Mancati investimenti nella sanità, nella scuola, nei servizi sociali, nell’amministrazione della giustizia, nella sicurezza, nei servizi di igiene ambientale iniziano anche nel nostro territorio ad incidere negativamente nella vita di ciascun cittadino; come sempre da un calo dei servizi, in primo luogo scuola e sanità, sono le classi sociali più deboli a pagare un prezzo maggiore, un prezzo a volte insostenibile.
Depotenziare i servizi pubblici significa colpire chi ha più bisogno e non può permettersi sanità privata, scuola privata, sicurezza privata.

Chiediamo al governo nazionale, a quello regionale e a quello locale di invertire questa tendenza, rimettendo al centro delle scelte politiche e degli investimenti il benessere collettivo. Senza di ciò non possiamo più restare inermi di fronte a quello che sta accadendo.

Nel nostro comparto specifico assistiamo ormai da anni ad un massiccio uso degli appalti al massimo ribasso e a politiche che non mettono la qualità del servizio e la qualità del lavoro al centro.

In moltissime realtà del territorio metropolitano i servizi cimiteriali sono erogati da realtà particolari, aziende cooperative o non che molte volte, per garantirsi un utile, applicano contratti non di riferimento; i colpiti da queste politiche sono i cittadini che si vedono erogare un servizio non sempre all’altezza ed i lavoratori che vedono lesa la dignità del proprio lavoro, con salari non adeguati e , a volte, con politiche di sicurezza sul lavoro non corrette.

TUTTO QUESTO DEVE FINIRE

Chiediamo nel nostro comparto, così come in tutto il comparto dell’igiene ambientale, l’utilizzo dei contratti di riferimento: non è più sostenibile che lavoratori impegnati nelle MEDESIME mansioni abbiano contratti differenti.
Questo assume una valenza ancora più urgente all’interno della nostra azienda, dove quasi tutti i dipendenti del socio operativo si vedono applicare un contratto diverso da quello applicato ai dipendenti di Bologna Servizi Cimiteriali.

Chiediamo alle forze politiche del territorio, cominciando dall’amministrazione comunale di Bologna che detiene la maggioranza delle quote sociali ed il controllo di BSC di intervenire.

NON E’ PIU’ TEMPO DI PROMESSE, DI VEDREMO O FAREMO.
E’ TEMPO DI FATTI CONCRETI


COSÍ NON VA! TENERE AI SERVIZI SIGNIFICA ASCOLTARE CHI I SERVIZI LI FA: LAVORATRICI E LAVORATORI!

Così si chiude l'assemblea organizzata dalla Fp Cgil di Bologna che si è tenuta nei giorni scorsi, presso ľUnione dei Comuni Savena-Idice per i dipendenti dell'Unione e per il personale comandato in Unione dai Comuni di Ozzano e Pianoro, che garantisce buona parte dei servizi alla persona del territorio.

Da tempo le lavoratrici e i lavoratori attraverso i loro rappresentanti sindacali, chiedono di affrontare temi organizzativi e di carichi di lavoro sempre più insostenibili e l'apertura di un confronto sindacale per individuare soluzioni. Nei giorni scorsi, dopo mesi di attesa, la risposta è stata negativa. L'Amministrazione non è disponibile.

Eppure sono i lavoratori che garantiscono ai cittadini l'erogazione dei servizi e che peraltro li hanno fatti funzionare, con senso di responsabilità e abnegazione, anche nei momenti di difficoltà.

Crediamo che quando le lavoratrici e i lavoratori promuovono proposte per migliorare i servizi al cittadino e le loro condizioni di lavoro, dovrebbero essere ascoltati.

Se parliamo poi di servizi alla persona, l'attenzione da parte dell'Amministrazione dovrebbe essere alta oltre che scontata. Si tratta di servizi essenziali.

Serve organizzazione e coordinamento tra tutte le amministrazioni del territorio, a partire da una corretta applicazione contrattuale e un passo avanti sul tema della sicurezza per fare fronte ai rischi di aggressione nei posti di lavoro! 

Chiediamo rispetto e un reale coinvolgimento dei lavoratori e di chi li rappresenta!

La FP CGIL di Bologna è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che chiedono a tutte le amministrazioni del territorio Savena Idice di stare dalla loro parte, di considerare e valorizzare il loro lavoro attrverso il quale garantiscono i servizi alle comunità.

Anche per questo saremo in piazza il 23 maggio SCIOPERO GENERALE METROPOLITANO


Quale destino per Educatori professionali socio-pedagocici del Comune di Bologna?

È il quesito emerso oggi nella partecipatissima assemblea organizzata dalla Fp Cgil di Bologna.

Si tratta di professionisti attivi in più servizi comunali, quelli educativi scolastici territoriali e altri dei Quartieri, in diverse unità operative dell’Area Educazione (tra cui l’unità operativa Adolescenti), in diversi servizi del Dipartimento Welfare e promozione del benessere di comunità.

Lavoratrici e lavoratori assunti dal Comune di Bologna per la loro professionalità specifica, per la quale l’ultima graduatoria a seguito di concorso del 2019, si è esaurita.

Lavoratrici e lavoratori che da tempo interrogano il Comune sul loro destino professionale, senza alcuna risposta.

il Comune intende dare applicazione al nuovo ordinamento professionale stabilito dal contratto nazionale per questi professionisti? Se si, come è quando?

Dovrebbero essere inquadrati come funzionari. Una ovvietà visti i titoli formativi richiesti oltre che per la recente istituzione dell'Ordine professionale nazionale dei Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici. Ma il comune di Bologna non dà risposte.

Che senso ha disperdere professionalità specifiche assegnando mansioni totalmente non attinenti al ruolo educativo e al contempo denunciare difficoltà o impossibilità a colmare le crescenti vacanze di organico per ruoli nei quali tali professionalità sono fondamentali per i servizi ai cittadini?

Gli annunci di maggiore incisività delle politiche ad esempio sull’adolescenza o più in generale sulla fragilità giovanile rimangono e rimarranno solo annunci, se al contempo non si investe sul lavoro e sulle professionalità che garantiscono ai cittadini, e specificatamente alle fasce più esposte, quei servizi!

Anche nel Comune di Bologna la reale volontà di dare un futuro a questi servizi ai cittadini si misura sulle azioni concrete come la reale valorizzazione del ruolo e della funzione degli educatori professionali socio-pedagogici. Serve assicurare continuità e qualità ai servizi che gli stessi garantiscono ai cittadini.
Vale per i dipendenti del comune come per i tanti che operano attraverso gli appalti.

Senza lavoratori non ci sono servizi!
Senza qualità nelle condizioni di lavoro, non c’è qualità nei servizi pubblici!

Anche per questo, la FP CGIL ha proclamato lo sciopero generale dei servizi pubblici metropolitani del 23 Maggio.


Unione dei comuni dell'appennino bolognese: Presidio degli operatori dei servizi pubblici alla persona

La gestione diretta dell’Unione dei servizi di assistenza, cura e di prossimità per i cittadini con fragilità permette oggi la presenza di servizi pubblici in tutti i comuni del territorio!

Occorre però avere cura e rispetto anche di chi si occupa di rispondere ai bisogni delle persone, le lavoratrici e i lavoratori che operano in quei servizi, a partire dall'applicazione dei contratti e dal loro reale coinvolgimento nei processi di organizzazione del lavoro!

Stanno esplodendo i carichi di lavoro e aumentano i rischi di salute delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno si prendono cura delle persone in situazione di bisogno!

Servono assunzioni per garantire la stabilità dei servizi e coprire le assenze di organico, occorre un rafforzamento degli uffici e politiche del personale orientate alla valorizzazione del lavoro.

Serve un impegno concreto e un forte raccordo metropolitano per garantire la tenuta del sistema di welfare pubblico di qualità e serve una presa di posizione chiara e precisa da parte delle istituzioni per contrastare politiche nazionali che riducono le risorse agli enti di prossimità e che pongono vincoli sulle assunzioni e sulla valorizzazione del personale.

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI E LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI A STARE DAVVERO DALLA PARTE DEI SERVIZI PUBBLICI.

SENZA LAVORATORI E CONDIZIONI DI LAVORO DI QUALITA' I SERVIZI NON ESISTONO!

Anche per questo la FP CGIL di Bologna ha proclamato per il prossimo 23 maggio lo sciopero generale di tutti i servizi pubblici in tutto il territorio bolognese.


Archivio di Stato di Bologna. Primi risultati rispetto l'annunciata chiusura della sede di Imola

Lo scorso aprile avevano denunciato la chiusura della sede di Imola dell’Archivio di Stato di Bologna, a seguito della comunicazione della Dirigente, per gravi carenze di organico.

Come FP CGIL di Bologna ci eravamo subito attivati per scongiurare tale chiusura che avrebbe comportato una sconfitta per tutto il Ministero, ma anche una grave penalizzazione per la collettività, sollecitando un impegno concreto e una sinergia tra Direzione Generale degli Archivi, Direzione dell’Archivio di Stato di Bologna, istituzioni statali e locali,  per cercare nuovi spazi e soluzioni per una rinnovata progettualità capace di mantenere l’offerta di servizi al pubblico e rispondere alle esigenze dei cittadini imolesi.

Apprendiamo oggi dalle dichiarazioni rilasciate dalla dirigente dell’Archivio di Stato di Bologna e di Imola, l’intenzione di mantenere in loco il patrimonio documentario del comprensorio imolese.

Siamo ovviamente soddisfatti di tali dichiarazioni e per le nuove opportunità di fruizione e valorizzazione del patrimonio archivistico imolese che si prospettano, spiace solo non aver rintracciato nell’intervista alcuna sottolineatura o riferimento all'impegno sindacale che ha contribuito a determinare una evoluzione rispetto alle posizioni iniziali che peraltro non escludevano il trasferimento dei fondi imolesi fuori dal Comune di elezione.

Ciò detto, fedeli allo spirito costruttivo che ci ha contraddistinto sin dall’inizio della vicenda, ribadiamo la necessità di continuare ad assicurare il servizio di consultazioni con le stesse modalità attuali a beneficio degli studiosi e dei professionisti del territorio, perlomeno fino a quando non si concretizzi – si spera a breve – una soluzione strutturale, con il concorso delle autorità locali imolesi, che tenga insieme in uno stesso luogo l’ingente fondo imolese e la doverosa consultazione di detta documentazione mediante una sala studi adeguata.

 Anche per questo la FP CGIL di Bologna ha proclamato per il prossimo 23 Maggio, lo SCIOPERO GENERALE di tutti i servizi pubblici e privati del territorio.

 


Comune di Bologna. La protesta degli operatori URP (uffici relazione con il pubblico) va in Consiglio Comunale

Grande adesione all’assemblea pubblica indetta dalla FP Cgil di Bologna rivolta al personale degli Uffici Relazioni con il Pubblico del Comune di Bologna. Tutti gli URP della città sono chiusi e molti i dipendenti che sono venuti a Palazzo comunale per portare all’attenzione del Consiglio le ragioni della protesta.

Invece di colmare l’ormai cronica carenza di personale anche in questo servizio al cittadino, l’Amministrazione da mesi sta pensando e ripensando ad un progetto di riorganizzazione degli Uffici Relazioni con il Pubblico senza alcun coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.

Ad oggi non sappiamo nulla, se non “per sentito dire”. Cosa tireranno fuori dal cilindro? Come verrà garantito il servizio degli URP nei quartieri? Le attività cambieranno? In che modo? E i carichi di lavoro? Il personale verrà spostato dalle attuali sedi? Sono tante, troppe le domande alle quali non ci sono risposte.

Un atteggiamento inaccettabile, purtroppo non inedito che denota il livello di considerazione e rispetto che l’Amministrazione ha nei confronti di chi opera nei servizi per dare risposte ai bisogni dei cittadini e delle imprese.

Solo nel 2023 gli Urp cittadini hanno avuto circa 270.000 contatti con l’utenza. Una media giornaliera di 230 rilasci di Carte di Identità elettroniche per un totale annuo che sfiora le 59.000 unità. Oltre 100 certificati di residenza al giorno per un totale di circa 26.000 l’anno, oltre 3000 pratiche nell’anno, per occupazioni di suolo pubblico e manifestazioni. 13.000 le segnalazioni evase, fatte da cittadini per degrado, sicurezza, viabilità e tanto altro. Il tutto con un’organico di 80 operatori suddivisi negli 11 sportelli URP aperti in città.

La carenza del personale si traduce in disagi concreti per l’utenza. Tempi di attesa allungati per il rilascio di documenti come la carta d'identità e la difficoltà per le imprese ad ottenere il rilascio di autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico, necessaria per lo svolgimento delle loro attività. Analoghe difficoltà nell’attività di orientamento all’interno della complessa macchina comunale che gli URP svolgono per il cittadino, nella presa in carico delle segnalazioni sui disagi dovuti alla viabilità, la sicurezza e su tutte e problematiche quotidiane.

Si tratta di disagi che sempre più spesso espongono gli operatori a situazioni di tensione con gli utenti sempre più frustrati e indisposti per i tempi di attesa e dalle complessità.

Come FP CGIL denunciamo da anni la necessità di un piano straordinario di assunzioni per la tenuta e il potenziamento dei servizi pubblici che l’Amministrazione deve garantire ai cittadini. E’ ora che anche l'Amministrazione si batta concretamente, anche sul piano politico, per superare le restrizioni nazionali sulle spese per il personale e sui vincoli assunzionali.

Occorre valorizzare il personale, ascoltarlo e garantire che possa operare in sicurezza. Si tratta di persone che con il loro lavoro si prendono in carico i bisogni di altre persone e sono “il biglietto da visita” dell’Amministrazione

Nelle attuali condizioni non si può andare avanti, non si può garantire un servizio di qualità alla collettività.

Anche per questo la FP CGIL di Bologna ha proclamato per il prossimo 23 maggio lo sciopero generale di tutti i servizi pubblici in tutto il territorio bolognese.


Per i dipendenti del comune di Pianoro la misura è colma. Senza Lavoratori non esistono servizi pubblici!

Lo hanno denunciato nell'assemblea sindacale che si è svolta oggi 9 maggio le lavoratrici e i lavoratori del Comune che negli ultimi anni hanno affrontato continue riorganizzazioni dei servizi per le forti carenze di organico nell'Ente.

Da tempo la FP CGIL di Bologna assieme alle delegate sta chiedendo politiche sul personale volte alla valorizzazione dei dipendenti, a nuove assunzioni, alla stabilizzazione dei servizi e ad una organizzazione del lavoro che veda il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso efficaci relazioni sindacali.
Richieste che fino ad ora sono cadute nel vuoto.

È da ormai troppo tempo, già prima della pandemia da Covid 19, che i servizi del comune sono garantiti con continuità alla collettività, solo grazie all'abnegazione delle lavoratrici e dei lavoratori che quotidianamente si adoperano per fornire risposte qualificate e professionali ai bisogni dei cittadini, nonostante la grave e costante carenza di personale.

Si chiede rispetto, considerazione e valorizzazione dei dipendenti e l’avvio di un confronto di merito che consenta di attuare una corretta applicazione del Contratto Nazionale, il corretto riconoscimento dei diritti e delle potenzialità in esso contenute e lo sviluppo della contrattazione decentrata.

L'assemblea di oggi ha quindi deciso all'unanimità di mobilitarsi attuando tutte le iniziative necessarie.
SENZA LAVORATORI NON ESISTONO SERVIZI PUBBLICI! 

La FP CGIL di Bologna è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori verso lo SCIOPERO GENERALE già proclamato in tutto il territorio Bolognese per il prossimo 23 maggio.