Per l’ennesima volta ci tocca rappresentare la situazione surreale che sta vivendo l’Istituto che proprio in questi giorni ha raggiunto la cifra record di 880 detenuti a fronte di una capienza di 492.
E’ ormai acclarato che questa situazione di sovraffollamento contribuisce determinare, sempre più spesso, l’insorgere di episodi di insofferenza che spesso sfociano in azioni fuori controllo e lesivi per i detenuti, per gli operatori di polizia penitenziaria e per la struttura.
Nelle ultime ore un detenuto ha distrutto tutti i neon di una sezione perché pretendeva di conferire senza alcun preavviso con il Comandante di reparto e nel reparto femminile una detenuta ha aggredito due agenti che stavano svolgendo una operazione di controllo delle inferiate, con lo scopo di impedirglielo. Il reparto infermeria è talmente saturo di detenuti problematici che della sua originaria destinazione conserva solo il nome.
In questa situazione ormai strutturalmente fuori controllo, l’Amministrazione ha avviato lavori di ristrutturazione all’ interno di una sezione del secondo piano giudiziario con parte dei detenuti dentro senza considerare l’alto rischio che, a nostro vedere visto il clima sopra descritto, tale scelta possa comportare. Non si comprende, razionalmente, come si possa prevedere dì effettuare tali lavori in tale contesto e allo stesso tempo garantire la sicurezza e i diritti della popolazione detenuta e di chi ha l’onere di custodirli. Misteri della fede!
Ma qui la fede, di qualsiasi fede si tratti, non c’entra .
Da Novembre ’25 ad oggi sono almeno sei le richieste che come Organizzazione Sindacale, abbiamo mosso nei confronti degli organi preposti per trovare soluzioni che non sono arrivate. E intanto la situazione continua a peggiorare. Eppure il sistema carcerario, secondo la Costituzione italiana, deve mirare al reinserimento sociale del detenuto e al rispetto della sua dignità. Un obiettivo che al carcere della “Dozza” è lontanissimo dall’essere raggiunto.




