Abbiamo provato ad aprire un confronto sindacale nelle sedi opportune. Abbiamo provato ad avviare il confronto a seguito della convocazione d’urgenza da parte del Prefetto di Bologna. Niente: un muro di gomma. Peggio: la conferma, nelle parole delle dirigenti nazionali della Protezione Civile e nella modalità adottata dal commissario Ciciliano che non esiste alcuna intenzione di confrontarsi con chi rappresenta le lavoratrici ed i lavoratori di Italia Meteo. Lettere ai dipendenti singolarmente e assenza dai tavoli ma dichiarazioni sui giornali.
Peccato che nel nostro Paese ci siano leggi e contratti che affermano il diritto all’informazione preventiva in capo alle Organizzazioni Sindacali e ai rappresentanti dei lavoratori, a partire dallo Statuto dei Lavoratori e
dal CCNL applicato in azienda (Funzioni Centrali).
Peccato che in Italia Meteo ci sia un rappresentanza sindacale unitaria (RSU) eletta nella tornata di elezioni del pubblico impiego e nell’istruzione poco meno di un anno fa.
Non ci stiamo.
Per queste ragioni la Funzione Pubblica CGIL di Bologna sta valutando di depositare a breve un ricorso contro Italia Meteo ai sensi dell’Articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori (repressione dell’attività). 

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