Bologna 30 Marzo – Fp Cgil e Uil Pa sospendono lo stato di Agitazione delle lavoratrici e lavoratori della Motorizzazione civile di Bologna.

Lo hanno fatto nel corso dell’incontro di questa mattina in Prefettura, nell’ambito delle procedure di raffreddamento attivate dopo la proclamazione, nei giorni scorsi, dello stato di agitazione dei dipendenti.

“L’incontro di conciliazione di oggi ha portato a una sospensione, non alla chiusura, dello stato di agitazione – spiega Salvatore Bianco della Fp-Cgil – in attesa delle verifiche e test che abbiamo chiesto sulle sedi di Bologna come la misurazione dei campi elettromagnetici, l’avviso al medico competente e l’attivazione di eventuali protocolli conseguenti.”

Verifiche e adempimenti che la direzione dell’ufficio Motorizzazione civile di Bologna si è impegnata a fare accettando di slittare l’attivazione dei dispositivi Jammer, prevista per l’1 aprile, di una settimana.

La FP CGIL e la Uil PA, avevano sollevato preoccupazioni e timori sugli effetti indesiderati dei jammer. Si tratta di dispositivi che inibiscono i segnali radio, cellulari e wi-fi e possono interferire con dispositivi medici elettronici e salvavita: pacemaker e defibrillatori cardioverter (Icd), Microinfusori di insulina, apparecchi acustici.

L’introduzione dei Jammer serve per la Motorizzazione ad evitare che chi partecipa ai test per conseguire la patente, possa comunicare, attraverso il cellulare o altro dispositivo, con l’esterno.

“Arginare i furbi negli esami e nei test per la patente, è sicuramente condivisibile” – sottolinea il Segretario Generale della Fp-Cgil, Marco Pasquini, – “noi però, abbiamo bisogno di avere rassicurazioni che il sistema jammer non interferisca con la salute e la sicurezza degli operatori. I test ulteriori che abbiamo chiesto di fare servono a dare queste rassicurazioni e lo slittamento dell’entrata in funzione del sistema jammer è necessario per avere le risultanze dei test. Se tutto andrà bene, non ci saranno problemi. Se invece dovesse emergere la necessità di adottare misure specifiche a garanzia della salute e sicurezza degli operatori – conclude Pasquini – ovviamente chiederemo di adottarle prima di mettere in funzione il sistema”.

 

Privacy Preference Center