Senza risposte risolutive sarà sciopero.
Lo dichiarano Alessi, Marzocchi e Iavazzi della FP CGIL di Bologna in riferimento al personale della Ricerca dell’Azienda USL, dell’Azienda Ospedaliera Sant’orsola – Malpighi e dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.
Sottolineano infatti che alla data di oggi non risulta ancora attivata, da parte delle Direzioni delle tre Aziende pubbliche, nessuna procedura burocratiche/amministrative necessaria per dare applicazione agli istituti che determinerebbero un avanzamento economico per il personale della Ricerca, nonostante un poderoso lavoro di contrattazione e agli accordi a tal fine sottoscritti.
Non deve stupire – aggiungono i sindacalisti – se chi fa ricerca nel nostro territorio si sente abbandonato. Pare infatti evidente l’intenzione delle Direzioni di allinearsi alle scelte del Governo che ha eliminato la possibilità di stabilizzazione dei lavoratori della Ricerca. Noi continueremo a batterci per garantire diritti, salari e stabilità a chi ha scelto la strada difficilissima della Ricerca ed ha scelto di farlo a Bologna. lavoratrici e lavoratori che, rappresentando un valore non solo per il territorio ma per tutto il Paese, dovrebbero essere difesi da tutta la comunità sociale e politica.
Abbiamo chiesto di essere ricevuti dal Prefetto – concludono – per ascoltare le ragioni nostre e dei ricercatori e mettere quindi le Direzioni dell’Azienda USL, dell’Azienda Ospedaliera Sant’Orsola – Malpighi e dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di fronte alle loro responsabilità.



