Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL denunciano nuovamente la situazione inaccettabile che riguarda i lavoratori dei servizi sociali (Domiciliarità, Centro per le Famiglie e Minori) trasferiti tre anni fa da ASP Città di Bologna al Comune di Bologna.
La decisione della Giunta Comunale, operativa dal 1° aprile 2023, fu assunta senza definire preventivamente modalità e tempi certi per l’assunzione di circa 40 lavoratori coinvolti. A distanza di oltre tre anni, il problema resta aperto, come confermato dall’ incontro inconcludente tra Comune, ASP e rappresentanze sindacali avvenuto ieri.
Oggi sono ancora 17 i lavoratori che, pur pienamente integrati nei servizi comunali, subiscono un trattamento economico inferiore rispetto ai dipendenti del Comune a parità di mansioni. Per 10 assistenti sociali la disparità continuerebbe per tutto il 2026; per gli altri 7, pure dichiarati dallo stesso Comune essenziali per i servizi, non esiste alcuna previsione certa di assorbimento nell’organico comunale, con il rischio concreto di essere dichiarati in esubero presso ASP, che non ha vacanze di organico per i loro profili. È inaccettabile che una scelta politica di tale portata non abbia ancora una soluzione definitiva.
Lo ribadiamo con forza: non esistono servizi pubblici ai cittadini, senza lavoratrici e lavoratori. Non si può garantire qualità mantenendo il personale in condizioni di disparità e incertezza.
FP CGIL, CISL FP e UIL FPL chiedono quindi al Comune di Bologna di definire immediatamente un percorso vincolante e accelerato per l’assorbimento di tutti i lavoratori, garantendo concretamente stabilità occupazionale e professionale e superando da subito ogni trattamento discriminatorio.
In assenza di risposte concrete, saranno attivate tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.



