Ieri 29 luglio 2026 ASP Pianura Est ha comunicato la decisione di chiudere il Centro Diurno di Budrio per il mese di Agosto e bloccare i nuovi accessi di ospiti nelle strutture residenziali di Budrio e Minerbio.
Una decisione motivata dalla cronica carenza di personale e dalla difficoltà, di reperirne di nuovo per quanto attiene alle figure OSS e infermieristiche, necessarie a garantire livelli minimi essenziali di assistenza e condizioni di lavoro accettabili per la qualità del servizio.
“In tale prospettiva rischiano di allungarsi ulteriormente le liste di attesa per fruire dei servizi territoriali e siamo preoccupati – dichiara la FP CGIL di Bologna – perché nello stesso territorio sono a rischio altre 5 strutture residenziali e 3 Centri Diurni.
A questo si aggiunge, come più volte abbiamo rappresentato, la necessita di individuare soluzioni organizzative per migliorare la condizione di lavoro del personale in servizio, ormai al limite per gli aumentati carichi di lavoro, i doppi turni, i riposi che saltano e il ricorso costante al lavoro straordinario, peraltro non puntualmente remunerato.”
“La soluzione non può essere la chiusura dei servizi fondamentali per la collettività” – afferma Marica Prandini della FP CGIL di Bologna che aggiunge – “Servono soluzioni che contemperino condizioni di lavoro sostenibili senza pregiudicare l’offerta dei servizi.”
“In tal senso – prosegue – non possiamo condividere la scelta del Comune di Molinella che si appresta a riprendersi in carico dall’Asp Pianura Est la CRA del suo territorio per poi esternalizzarla al privato. Non migliorerà il servizio offerto e al contempo si determinerà una perdita di salario, di tutele per lavoratrici e lavoratori.”
“Chiediamo quindi alle Istituzioni alla Politica locale, ai Sindaci dei Comuni, alla Città Metropolitana e alla Regione che si facciano carico della grave situazione che sta pregiudicando la tenuta del sistema socio sanitario assistenziale pubblico.
Servono risorse per la valorizzazione del personale necessaria anche per favorire l’implementazione delle dotazioni organiche. Serve una puntuale e adeguata programmazione per rispondere ai bisogni delle persone, a partire da quelle più fragili. Servono formazione e adeguati riconoscimenti professionali.
Si tratta di requisiti indispensabili e necessari – conclude la sindacalista – per garantire la tenuta dei servizi rivolti alle persone, alla base della tenuta sociale di tutta la comunità.”




