Ieri 3 Settembre 2026, si è svolta al DUMBO di Bologna una importante iniziativa promossa dalla CGIL Emilia-Romagna che ha visto la partecipazione di tutti i componenti delle Assemblee Generali delle Camere del Lavoro Territoriali e delle Categorie regionali.

L’iniziativa, dedicata alla presentazione e discussione del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, si è conclusa con l’approvazione dello stesso che quindi, a breve la CGIL Emilia Romagna potrà sottoscrivere con la Regione Emilia Romagna.

Si tratta di un patto a cui la CGIL ha contribuito perché contenesse conquiste importanti per il lavoro, i diritti e la qualità dei servizi. Nel metodo, sancisce il principio del confronto preventivo tra istituzioni, sindacati, organizzazioni datoriali e associazioni della società civile: un metodo di partecipazione e democrazia che consente di affrontare in anticipo le grandi scelte che riguardano il territorio.

Nel merito, afferma con chiarezza che non può esserci sviluppo senza difesa e senza qualità del lavoro, e che occorre salvaguardare professionalità e competenze, anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla sovranità tecnologica.

Tra i punti per noi qualificanti: l’attenzione alle politiche di genere, il rafforzamento e la generalizzazione, anche a livello provinciale, dei tavoli di crisi per la salvaguardia occupazionale; il contrasto a illegalità, caporalato e sfruttamento, con una qualificazione delle filiere degli appalti; il principio della sicurezza sul lavoro come valore non negoziabile; la riaffermazione di un welfare pubblico e universalistico; un’idea di istruzione e formazione come motore di crescita sociale, prima ancora che economica.

Dal patto discenderanno tavoli di confronto specifici che saranno propedeutici alla Regione per legiferare e allocare le risorse con anticipo.

Come FP CGIL saremo impegnati perché i contenuti del patto non restino sulla carta. Vigileremo sulla loro piena attuazione, continuando a rappresentare lavoratrici e lavoratori e a difendere il valore del lavoro e dei servizi pubblici.

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