Maggio 2026 - Un mese di News della FP CGIL di Bologna
Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel mese di Aprile 2026.
Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.
Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.
La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.
Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.
Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l’infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale.
Se li tagliano stiamo peggio tutti.
Clicca nel link sottostante per visualizzare o scaricare la raccolta di Aprile
https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/06/Mag2026.pdf
Oggi, 12 giugno, il lavoro nella cultura si è fermato in sciopero in tutta Italia. Da troppo tempo chi lavora nella cultura è ignorato. Peggio, dato per scontato.
A Bologna il presidio si è svolto davanti all’Arena del Solo in Via dell’Indipendenza.
Musei, biblioteche, pinacoteche, monumenti, festival, teatri, archivi, cineteche e tanto altro. Istituzioni che il Paese esibisce come vanto, ma gestite spessissimo con appalti al ribasso, precariato, false partite IVA, contratti pirata, volontari messi in turno. Sempre meno quelli assunti direttamente dallo Stato e dagli Enti Pubblici, con turn over coperto col contagocce o non coperto. Lavoratrici e lavoratori altamente qualificati tenuti in uno stato di precarietà strutturale, pagati con la retorica della vocazione e della passione.
Le richieste delle lavoratrici e lavoratori che operano nella cultura, sono state semplici e concrete: Assumere, non esternalizzare: contratti diretti, stabilizzazioni, parità di diritti; Un piano straordinario di assunzioni nel Ministero della Cultura, negli Enti locali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche; Salari dignitosi e contratti di settore che fermino il dumping salariale applicati pienamente e rinnovati alla scadenza; Reddito di discontinuità per chi lavora in modo intermittente; Fine dello straordinario non pagato. Piena applicazione delle norme su salute e sicurezza.
Al contrario siamo di fronte a scelte politiche chiare: mentre si portano le spese militari al 5% del PIL, si tagliano i finanziamenti alla cultura. Fondi straordinari per la guerra. Tagli ordinari per biblioteche, musei, festival.
Noi scegliamo la cultura come servizio pubblico, il lavoro giusto nella cultura, la pace. Non chiediamo favori. Chiediamo quello che in questo Paese, dovrebbe spettare a qualsiasi lavoratrice e lavoratore.
Rizzoli - Apre mensa/punto ristoro al Centro Ricerca. Una conquista dovuta alla lotta sindacale delle lavoratrici e lavoratori.
Dal 15 giugno anche il Centro di Ricerca / Poliambulatorio avrà un nuovo punto mensa. Un risultato importante e necessario raggiunto dopo una lunga battaglia sindacale – lo affermano con soddisfazione la FP CGIL e Uil Fpl del territorio
Già il 20 febbraio 2025 le due categorie sindacali portarono l’istituto Ortopedico Rizzoli davanti al Prefetto su una serie di argomenti tra i quali la necessità di garantire il diritto alla mensa. Da allora si è avviata una lunga vertenza di incontri e di lotta che ha portato a questa conquista. Oggi la mensa è realtà.
Una conquista - affermano le due categorie sindacali - nata dall’ascolto e dal confronto quotidiano con le lavoratrici e lavoratori. Le file interminabili al solo punto mensa presente allo IOR compromettevano infatti troppo spesso la possibilità di fruire della mezz'ora di pausa, costringendo molti a rinunciare al pasto o a consumarlo troppo velocemente. Situazione aggravata dalla distanza alla sede di lavoro.
Il nuovo servizio sarà quindi attivato il 15 giugno prossimo presso il Centro di Ricerca/Poliambulatorio garantendo 40 posti a sedere per tre turni con una capienza complessiva di 120 posti, aperto a tutto il personale e con la possibilità di prenotare il pasto attraverso la piattaforma ITChefWeb.
Il 15 giugno quindi non inauguriamo soltanto un nuovo servizio, ma salutiamo una conquista della nostra azione sindacale costruita insieme alle lavoratrici e lavoratori. Il sindacato serve a questo: stare tra le persone, raccoglierne i bisogni e trasformarli in conquiste collettive.
E andremo avanti per continuare a migliorare il servizio a partire dalla necessità di garantire il buono pasto a chi oggi non riesce ad accedere alla mensa a causa dell'orario del proprio turno di lavoro, oltre che di incrementare l’importo dei buoni pasto.
Fa sorridere vedere, da parte di chi ha sempre sostenuto che le vertenze non sarebbero servite e che una mensa al centro ricerca non ci sarebbe mai stata, rivendicare un risultato per il quale non ha mosso un dito. Siamo certi che continueranno sulla stessa strada. Ma tant’è. Noi continueremo per la nostra, ascoltando le necessità, costruendo soluzioni e lottare quando necessario per conquistarle.
Coop Dolce - La Fp Cgil di Bologna sospende lo stato di agitazione dopo l'incontro in Prefettura. Pronti a riattivarlo se gli impegni presi da Dolce non saranno rispettati.
L'incontro in Prefettura si è svolto ieri pomeriggio 9 Giuno, a seguito dello stato di agitazione proclamato da FP CGIL nei giorni scorsi, su mandato dell'assemblea delle lavoratrici e lavoratori che, nonostante il caldo torrido, hanno fatto un partecipato presidio in piazza Roosevelt, in concomitanza dell'incontro.
Durante il tavolo istituzionale si è sbloccata la situazione con i primi passi avanti, che andranno concretizzati nei due incontri già definiti per il 23 giugno e per il 15 luglio.
Nel merito:
Per la formazione HACCP, la cooperativa si è impegnata al riconoscimento economico per le ore di formazione svolte.
Per la FAD (Formazione a Distanza), l'azienda ha finalmente riconosciuto le criticità e ha quindi dato disponibilità a condividere nuove modalità per garantire lo svolgimento della formazione durante l'orario di lavoro, tenendo conto delle specificità dei diversi settori.
Per l'applicazione di timbratura elettronica per l'assistenza domiciliare, si apre finalmente un confronto sindacale reale e discuteremo nel dettaglio tutte le problematiche emerse. La nostra posizione resta ferma: l'utilizzo di questa app deve essere subordinato alla garanzia di giuste tutele e di reali vantaggi per tutte le lavoratrici e i lavoratori del SAD. Su questo aspetto, abbiamo chiesto e già ottenuto un primo importante risultato: fino alla conclusione definitiva del confronto sindacale, l'applicazione NON potrà essere utilizzata dall'azienda per fini disciplinari.
In considerazione dei passi avanti registrati e delle due date in calendario, abbiamo sospeso TEMPORANEAMENTE lo stato di agitazione. Ma è chiaro sin da ora che se gli impegni presi da Dolce non si concretizzeranno in soluzioni condivise, riprenderemo da dove abbiamo sospeso senza escludere azioni di mobilitazione ulteriori.
Emergenza Caldo: la Fp CGIL di Bologna esprime contrarietà e biasimo per l’esclusione degli Operatori Igiene Ambientale dall’ordinanza della RER
Si tratta di una disparità incomprensibile – afferma Marco Pasquini Segretario generale della FP CGIL di Bologna - chi lavora tutti i giorni su strada per la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade nelle stesse condizioni di esposizione al sole di lavoratrici e lavoratori delle categorie ricomprese nell’ordinanza regionale, non può essere trattato diversamente.
In considerazione di tale esclusione – aggiunge Pasquini – come categoria stiamo chiedendo alle aziende del settore che ancora non l’hanno fatto, di aprire immediatamente il confronto sindacale, per individuare a livello aziendale misure organizzative e tutele per i loro operatori che lavorano in condizioni di esposizione prolungata al sole. Al contempo – conclude Pasquini – auspichiamo che la Regione Emilia Romagna comprenda formalmente nella sua ordinanza lavoratrici lavoratori che quotidianamente operano per garantire un servizio fondamentale per le comunità.
Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e la RSU hanno aperto lo stato di agitazione in Coop Brodolini. Martedì 12 maggio ci sara’ l’incontro in Prefettura
Martedì 12 Maggio ci sarà l’incontro in Prefettura per il tentativo obbligatorio di conciliazione, a seguito della stato di agitazione avviato da FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI E LA RSU Aziendale lo scorso 4 maggio nei confronti della Soc. Coop. Brodolini che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti per conto dei Comuni.
Le ragioni della vertenza promossa dai sindacati risiedono principalmente in questioni che fanno riferimento alla salute e sicurezza delle lavoratrici e lavoratori nello svolgimento delle loro attività, all’organizzazione del lavoro che viene ritenuta non adeguata a garantirla e alla carenza di personale.
Sono questioni che inevitabilmente si riflettono sulle condizioni di lavoro delle operatrici e degli operatori e quindi sulla qualità del servizio.
Mancano percorsi di formazione adeguati al tipo di attività e alla sicurezza. I mezzi operativi non sono adeguatamente puliti, molti sono vetusti e privi di sistemi di climatizzazione per fare fronte alle condizioni climatiche che sempre più spesso determinano ondate di calore.
Gli ambienti di lavoro, gli spogliatoi per il personale richiederebbero manutenzioni e/o ristrutturazioni che da anni non sono attivate o programmate.
Nonostante poi sia vigente un protocollo di relazioni industriali che prevede di contrattare l’organizzazione del lavoro, Brodolini si è mostrata sin qui indisponibile determinando per contro una continua instabilità organizzativa. Sempre più frequenti le modifiche agli orari di lavoro, l’aumento dei turni domenicali e festivi, la mobilità del personale da un territorio all’altro e il ricorso al lavoro straordinario utilizzato per fare fronte alla carenza di organico piuttosto che prevedere nuove assunzioni.
Non è accettabile che una Azienda che opera in appalto/concessione per conto di una committenza pubblica (i Comuni) che deve garantire servizi pubblici efficaci e di qualità e che ha un fatturato in costante crescita, non investa adeguatamente sul personale, sulle loro condizioni di lavoro e sulla loro salute e sicurezza.
Aprile 26 - Un mese di News della FP CGIL di Bologna
Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel mese di Aprile 2026.
Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.
Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.
La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.
Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.
Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l’infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale.
Se li tagliano stiamo peggio tutti.
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https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/04/Apr2026.pdf
Azienda USL di Bologna. Un altro reparto in sofferenza. FP CGIL: nella Terapia Intensiva del Maggiore, operatori pronti ad andare via
E’ un clima di tensione quello che si respira dentro il reparto di rianimazione Terapia Intensiva e Hub Maxi Emergenze dell'Ospedale Maggiore di Bologna - denuncia Gaetano Alessi responsabile comparto sanità della Fp Cgil di Bologna – da quanto ci riferiscono le lavoratrici e i lavoratori, sono molti quelli che chiederanno di spostarsi e altrettanti quelli che stanno pensando di dare le dimissioni.
Le ragioni risiedono nella mancanza di risposte da parte della Direzione Aziendale in riferimento alla dotazione organica e carichi di lavoro e alla valorizzazione economica del personale coinvolto, nonostante il grido di allarme più volte lanciato da noi e dagli operatori stessi.
Solo per fare un esempio - incalza il sindacalista – non è stato ancora predisposto il piano delle ferie estive.
Se si dovessero concretizzare le volontà espresse dalle lavoratrici e lavoratori per la mancanza di soluzioni, la sanità pubblica della Città Metropolitana di Bologna perderebbe eccellenze fondamentali per la tenuta del servizio ai cittadini.
Quelle della Terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore è solo l’ultima in ordine di tempo delle molteplici segnalazioni fatte negli ultimi mesi dalla FP CGIL di Bologna per chiede all’AUSL di Bologna di porre in essere soluzioni adeguate ed urgenti. Lo abbiamo fatto sulla carenza di personale sanitario al Carcere della Dozza, sulla situazione insostenibile nelle Recovery Room dell’Ospedale Maggiore, sulla mancata applicazione degli accordi sul Personale della Ricerca, sulla carenza di personale all’Ospedale di Porretta e all’Ospedale di Bentivoglio senza che l’Azienda abbia messo in campo azioni risolutive.
Quello di oggi, rischia di essere l’ultimo avvertimento prima che si arrivi al punto di non ritorno sulla tenuta del sistema - conclude Alessi - All'ennesima risposta evasiva tale da non determinare reali soluzioni, reagiremo nelle modalità che riterremo più opportune".
Comune di Bologna. FP CGIL: Siamo finalmente arrivati alla conclusione di un percorso complesso ma determinante per le lavoratrici e lavoratori
Sottoscritto il 15 Aprile l’accordo di distribuzione della Produttività riferita all’annualità 2025 rimasto in sospeso dopo l’accordo sottoscritto lo scorso 27 marzo che aveva definito l’ulteriore l’incremento di risorse di salario accessorio per gli anni 2026, 2027 e 2028.
Con l’accordo sottoscritto ieri si conclude positivamente un lungo percorso, complicato e anche conflittuale con l’Amministrazione, grazie alla compattezza e alla determinazione del fronte sindacale, sostenuto dalle lavoratrici e lavoratori dell’Ente.
Nonostante posizioni sindacali divergenti, emerse durante il precedente tavolo negoziale del 13 aprile, nell'incontro del 15, tutte le 10 sigle sindacali si sono allineate convergendo sulla posizione che come FP CGIL avevamo tracciato sin dal principio firmando l’accordo per la distribuzione di tutte le risorse disponibili.
Ciò si traduce, per gli oltre 4.000 dipendenti del Comune di Bologna, in un aumento di circa il 60% della quota di produttività anno 2025 ,rispetto alla quota di produttività del 2024 per tutte le aree (Operatori, Operatori Esperti, Istruttori e Funzionari).
Inoltre abbiamo assicurato le indennità a tutti coloro che le avevano perse a seguito dei passaggi verticali di area che quindi avranno anche gli arretrati dall’1.1.2026. Si tratta del personale degli UCP (ex Urp), degli Sportelli Sociali, della Polizia Mortuaria, del Personale dei servizi 0-6 e degli ex CAV (Centri Anni Verdi).
Chiuso questo percorso, il nostro sguardo è già rivolto al futuro. Stiamo già lavorando alle modifiche del Contratto Decentrato Integrativo per l’inserimento di alcune nuove indennità e per l'adeguamento al nuovo CCNL 2022-2024.









