Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e la RSU hanno aperto lo stato di agitazione in Coop Brodolini. Martedì 12 maggio ci sara’ l’incontro in Prefettura
Martedì 12 Maggio ci sarà l’incontro in Prefettura per il tentativo obbligatorio di conciliazione, a seguito della stato di agitazione avviato da FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI E LA RSU Aziendale lo scorso 4 maggio nei confronti della Soc. Coop. Brodolini che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti per conto dei Comuni.
Le ragioni della vertenza promossa dai sindacati risiedono principalmente in questioni che fanno riferimento alla salute e sicurezza delle lavoratrici e lavoratori nello svolgimento delle loro attività, all’organizzazione del lavoro che viene ritenuta non adeguata a garantirla e alla carenza di personale.
Sono questioni che inevitabilmente si riflettono sulle condizioni di lavoro delle operatrici e degli operatori e quindi sulla qualità del servizio.
Mancano percorsi di formazione adeguati al tipo di attività e alla sicurezza. I mezzi operativi non sono adeguatamente puliti, molti sono vetusti e privi di sistemi di climatizzazione per fare fronte alle condizioni climatiche che sempre più spesso determinano ondate di calore.
Gli ambienti di lavoro, gli spogliatoi per il personale richiederebbero manutenzioni e/o ristrutturazioni che da anni non sono attivate o programmate.
Nonostante poi sia vigente un protocollo di relazioni industriali che prevede di contrattare l’organizzazione del lavoro, Brodolini si è mostrata sin qui indisponibile determinando per contro una continua instabilità organizzativa. Sempre più frequenti le modifiche agli orari di lavoro, l’aumento dei turni domenicali e festivi, la mobilità del personale da un territorio all’altro e il ricorso al lavoro straordinario utilizzato per fare fronte alla carenza di organico piuttosto che prevedere nuove assunzioni.
Non è accettabile che una Azienda che opera in appalto/concessione per conto di una committenza pubblica (i Comuni) che deve garantire servizi pubblici efficaci e di qualità e che ha un fatturato in costante crescita, non investa adeguatamente sul personale, sulle loro condizioni di lavoro e sulla loro salute e sicurezza.
Aprile 26 - Un mese di News della FP CGIL di Bologna
Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel mese di Aprile 2026.
Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.
Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.
La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.
Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.
Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l’infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale.
Se li tagliano stiamo peggio tutti.
Clicca nel link sottostante per visualizzare o scaricare la raccolta di Aprile
https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/04/Apr2026.pdf
Azienda USL di Bologna. Un altro reparto in sofferenza. FP CGIL: nella Terapia Intensiva del Maggiore, operatori pronti ad andare via
E’ un clima di tensione quello che si respira dentro il reparto di rianimazione Terapia Intensiva e Hub Maxi Emergenze dell'Ospedale Maggiore di Bologna - denuncia Gaetano Alessi responsabile comparto sanità della Fp Cgil di Bologna – da quanto ci riferiscono le lavoratrici e i lavoratori, sono molti quelli che chiederanno di spostarsi e altrettanti quelli che stanno pensando di dare le dimissioni.
Le ragioni risiedono nella mancanza di risposte da parte della Direzione Aziendale in riferimento alla dotazione organica e carichi di lavoro e alla valorizzazione economica del personale coinvolto, nonostante il grido di allarme più volte lanciato da noi e dagli operatori stessi.
Solo per fare un esempio - incalza il sindacalista – non è stato ancora predisposto il piano delle ferie estive.
Se si dovessero concretizzare le volontà espresse dalle lavoratrici e lavoratori per la mancanza di soluzioni, la sanità pubblica della Città Metropolitana di Bologna perderebbe eccellenze fondamentali per la tenuta del servizio ai cittadini.
Quelle della Terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore è solo l’ultima in ordine di tempo delle molteplici segnalazioni fatte negli ultimi mesi dalla FP CGIL di Bologna per chiede all’AUSL di Bologna di porre in essere soluzioni adeguate ed urgenti. Lo abbiamo fatto sulla carenza di personale sanitario al Carcere della Dozza, sulla situazione insostenibile nelle Recovery Room dell’Ospedale Maggiore, sulla mancata applicazione degli accordi sul Personale della Ricerca, sulla carenza di personale all’Ospedale di Porretta e all’Ospedale di Bentivoglio senza che l’Azienda abbia messo in campo azioni risolutive.
Quello di oggi, rischia di essere l’ultimo avvertimento prima che si arrivi al punto di non ritorno sulla tenuta del sistema - conclude Alessi - All'ennesima risposta evasiva tale da non determinare reali soluzioni, reagiremo nelle modalità che riterremo più opportune".
Comune di Bologna. FP CGIL: Siamo finalmente arrivati alla conclusione di un percorso complesso ma determinante per le lavoratrici e lavoratori
Sottoscritto il 15 Aprile l’accordo di distribuzione della Produttività riferita all’annualità 2025 rimasto in sospeso dopo l’accordo sottoscritto lo scorso 27 marzo che aveva definito l’ulteriore l’incremento di risorse di salario accessorio per gli anni 2026, 2027 e 2028.
Con l’accordo sottoscritto ieri si conclude positivamente un lungo percorso, complicato e anche conflittuale con l’Amministrazione, grazie alla compattezza e alla determinazione del fronte sindacale, sostenuto dalle lavoratrici e lavoratori dell’Ente.
Nonostante posizioni sindacali divergenti, emerse durante il precedente tavolo negoziale del 13 aprile, nell'incontro del 15, tutte le 10 sigle sindacali si sono allineate convergendo sulla posizione che come FP CGIL avevamo tracciato sin dal principio firmando l’accordo per la distribuzione di tutte le risorse disponibili.
Ciò si traduce, per gli oltre 4.000 dipendenti del Comune di Bologna, in un aumento di circa il 60% della quota di produttività anno 2025 ,rispetto alla quota di produttività del 2024 per tutte le aree (Operatori, Operatori Esperti, Istruttori e Funzionari).
Inoltre abbiamo assicurato le indennità a tutti coloro che le avevano perse a seguito dei passaggi verticali di area che quindi avranno anche gli arretrati dall’1.1.2026. Si tratta del personale degli UCP (ex Urp), degli Sportelli Sociali, della Polizia Mortuaria, del Personale dei servizi 0-6 e degli ex CAV (Centri Anni Verdi).
Chiuso questo percorso, il nostro sguardo è già rivolto al futuro. Stiamo già lavorando alle modifiche del Contratto Decentrato Integrativo per l’inserimento di alcune nuove indennità e per l'adeguamento al nuovo CCNL 2022-2024.
Domani venerdì 17 sciopero nazionale della sanità privata.
Ospedale di Bentivoglio nuovamente in crisi. Le OO.SS.: Servono risposte immediate sull'organizzazione e sull'incremento di personale
In Medicina e in Geriatria la programmazione dei turni viene fatta già prevedendo il doppio turno per via delle assenze per maternità, per congedo parentale e malattie prolungate. In Cardiologia le certificazione del medico competente e le limitazioni temporanee determinano una presenza di OSS sotto il livello minimo di garanzia dei servizi. In Chirurgia le assenze giustificate a vario titolo, appesantiscono costantemente il personale presente. Analoga è situazione in Ortopedia e, nella Terapia Intensiva l’assenza di Operatori Socio Sanitari è stata “supplita” da personale in "prestito" dall' Ospedale Maggiore. Permane un sotto organico nelle Sale Operatorie e in Ostetricia così come nel Pronto Soccorso nel quale sono aumentati i carichi di lavoro per l'aumento dei flussi dovuti anche alla chiusura del PS di Budrio.
In questo quadro e considerando la discussione che si sta affrontando in CTSSM, ci pare evidente che l'Ausl stia orientando le proprie scelte organizzative e assunzionali solo verso l’avvio delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, a discapito dei presidi ospedalieri e le realtà già esistenti. Evidenza rafforzata dal mancato avvio di un confronto sulla tenuta dell'insieme del sistema sanitario metropolitana che in CTSSM, come CGIL e categoria, stiamo chiedendo da mesi inascoltati. Non è pensabile che il potenziamento del territorio avvenga a discapito della tenuta del sistema ospedaliero, già fortemente provato.
Istituto Ortopedico Rizzoli. Aperto lo stato di Agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. La Direzione non da risposte ai problemi
Lo scorso 9 Aprile, FP CGIL e UIL Fpl di Bologna, hanno dichiarato lo stato di agitazione delle lavoratrici e Lavoratori dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, avviando il le procedure di raffreddamento e il tentativo di conciliazione in prefettura come previsto dalla Norma.
Non escludiamo il blocco degli straordinari e lo sciopero – affermano Iavazzi e Pasquini della FP CGIL di Bologna - qualora la Direzione dell’Istituto continui a non rispettare gli impegni già condivisi e continui a non rispondere alle richieste di incontro che da mesi abbiamo inviato, per affrontare criticità importanti che devono trovare soluzione.
Le questioni più volte sollevate, oltre alla carenza di personale che ad oggi registra meno 71 unità rispetto al 2021, riguardano aspetti che hanno a che fare con la qualità del lavoro, la salute e sicurezza degli operatori e quindi della qualità del servizio.
Solo per fare alcuni esempi – continuano i sindacalisti – abbiamo segnalato l’insufficiente dotazione di pompe di infusione, di mobilizer funzionanti nelle sale operatorie, del mancato funzionamento degli ascensori (su 10, meno della metà).
A questi si aggiungono le questione per le quali la direzione si era impegnata a ricercare soluzioni condivise che però non ha concretizzato: l’impegno a sviluppare un confronto con Tper per favorire la mobilità sostenibile, la stabilizzazione del personale precario, i tempi di fruizione della mensa e buoni pasto, favorire il lavoro agile ove possibile, il riconoscimento delle ore di formazione FAD, il regolamento della mobilità interna e altro ancora.
A fronte dell’inerzia ad affrontare questioni che, oltre a pesare sulla condizione di lavoro di chi opera al servizio delle persone, rischia di produrre ripercussioni sulla qualità dell’assistenza e della cura dell’utenza – concludono Iavazzi e Pasquini - siamo stati costretti ad avviare il percorso di mobilitazione per come regolato dalla vigente normativa in materia e quindi senza escludere il blocco degli straordinari e lo sciopero. Confidiamo che non si debba arrivare a tanto.
Carcere Dozza di Bologna – FP CGIL: Manca personale infermieristico. La Direzione dell’Ausl Bologna intervenga.
Bologna 7 Aprile – Ad oggi mancano tre unità infermieristiche – dichiarano Gaetano Alessi, responsabile comparto sanità e Marco Pasquini segretario generale della Fp Cgil di Bologna – e questo comporta difficoltà a garantire turni, cure, oltre che determinare un appesantimento degli operatori presenti. Nell’approssimarsi dell’estate, se non cambia la situazione sarà complicato garantire la fruizione delle ferie in un contesto dove già è difficile operare in sicurezza.
La ciclicità della carenza di personale sanitario all’interno delle mura carcerarie – continuano i sindacalisti - rivela la difficoltà da parte della Direzione dell’Ausl di Bologna a garantire un organico adeguato a prestare le necessarie cure ai detenuti. Serve un’accurata pianificazione di implementazione della dotazione organica attraverso nuove assunzione e la definizione di un sistema di valorizzazione economico-normativa per tutte le figure professionali che operano in carcere: Infermieri, Educatori, Tecnici della riabilitazione psichiatrica e Oss.
Domani 8 Aprile – concludono Alessi e Pasquini - saremo in assemblea con tutte queste figure professionali per decidere assieme se, in mancanza di risposte utili a dare soluzione ai problemi, aprire una vertenza nei confronti dell’Ausl di Bologna.
All’Ospedale di Porretta saltano gli esami. FP CGIL Bologna: Appennino dimenticato? Da mesi segnaliamo la carenza di personale senza riscontro
All’Ospedale di Porretta Terme (Altoreno), ieri ed oggi sono stati sospesi e riprogrammati tutti gli esami strumentali delle sedute di Endoscopia.
Se questa è la risposta alle segnalazioni di carenza di personale che da mesi abbiamo mosso alla Direzione dell’AUSL di Bologna, sarebbe un fatto grave di per se, a maggior ragione in uno dei territori fragili della Città metropolitana di Bologna.
Lo affermano Gaetano Alessi responsabile del comparto sanità e Marco Pasquini segretario generale della FP Cgil di Bologna.
Le carenze di personale – aggiungono – le avevamo segnalate oltre che nelle sale endoscopiche, anche nelle sale operatorie, sulla Riabilitazione (meno 2 operatori) e al Pronto soccorso (meno 3 operatori), ma dalla Direzione non abbiamo avuto alcun riscontro. Nemmeno quando abbiamo provato a suggerire soluzioni sia in sede aziendale che in Ctssm. Ci chiediamo quindi cosa dobbiamo aspettarci. Altre sospensioni con ulteriori disagi a danno dei cittadini?
Torniamo a ribadire che l'attenzione verso le aree interne di confine deve essere altissima e che se non vogliamo perdere interi pezzi di sanità pubblica serve una risposta immediata in termini di assunzioni e strategie - concludono i sindacalisti.
Marzo 2026 - Un mese di News della FP CGIL di Bologna
Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel mese di Marzo 2026.
Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.
Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.
La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.
Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.
Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l’infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale.
Se li tagliano stiamo peggio tutti.
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https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/03/Mar2026_compressed.pdf









