Servizi educativi Bologna. Dopo l'Assemblea del 19, riorganizzazione in standby. Priorità alla qualità pedagogica e alle condizioni di lavoro e del servizio. Il caldo è insostenibile

Martedì 23 giugno è avvenuto l’incontro con l’Assessore Ara chiesto e ottenuto con la molto partecipata assemblea sindacale di venerdì 19 giugno nel cortile di Palazzo d'Accursio.

Come già fatto pubblicamente nell’assemblea, abbiamo rappresentato all’Assessore tutte le problematiche che pesano sull’intero sistema 0-6, dai servizi al coordinamento alla gestione, e che ne compromettono da tempo la qualità per lavoratrici, lavoratori e utenti, a partire dall’ormai sistematica e strutturale mancanza di sostituzioni del personale assente.

Sulla proposta di “potenziamento jolly” e riorganizzazione complessiva degli orari calata dall'alto all'ultimo tavolo sindacale, abbiamo ribadito la nostra ferma e convinta posizione negativa. Siamo da sempre e rimaniamo assolutamente favorevoli ad assunzioni aggiuntive di personale e alla eliminazione delle situazioni di part time di fatto involontario. Siamo da sempre e rimaniamo però assolutamente contrari a riorganizzazioni che prescindono dai numeri effettivi di organico disponibili e che in conseguenza peggiorano le condizioni.

Abbiamo inoltre ribadito che qualunque tipo di riorganizzazione, variazione o riflessione sui servizi non può prescindere da un confronto tecnico con chi i servizi li manda avanti e chi li coordina: educatrici, operatori/trici e coordinatrici pedagogiche.

Il confronto si è concluso con l'impegno da parte della parte politica di mettere in standby il progetto riorganizzativo proposto e procedere con un incontro tecnico che, tenendo conto delle effettive risorse che l'amministrazione è disposta a mettere in campo, valuti innanzitutto la qualità e sostenibilità pedagogica e di lavoro, dalle quali non si può prescindere.

Nell’occasione abbiamo di nuovo denunciato la situazione di fortissima criticità (per usare un eufemismo) a causa delle alte temperature. Quanto messo in campo dallo scorso anno è assolutamente insufficiente, ed è il Comune stesso a confermarlo quando dichiara pubblicamente che si attende un miglioramento per i nidi dopo la chiusura delle scuole di infanzia, trasferendo nei nidi alcuni condizionatori portatili e in qualche caso facendone usare il dormitorio (comunque unico eventuale ambiente climatizzato).

Ma l’estate non è un’emergenza inattesa e di certo non comincia a luglio!

Al netto del fatto che già adesso nessuna situazione che metta a rischio salute e sicurezza di bambini e lavoratori può essere tollerata, servono già ora, e non ci sono le certezze su entità di fondi e progetti di intervento che cambino sostanzialmente le condizioni il prossimo anno.

Perché anno dopo anno questa non pare proprio emergenza, pare piuttosto inerzia.

 


Il personale dell’AOSP Sant'Orsola Malpighi e dell’Azienda USL di Bologna è in stato di agitazione. Due i presidi organizzati: il 26 giugno al Padiglione 2 del Sant’Orsola e il 29 giugno sotto la sede Ausl di via Castiglione 29 a Bologna.

Le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) dell’AOSP Sant’Orsola – Malpighi e dell’AUSL Bologna hanno proclamato nei giorni scorsi lo stato di agitazione in Prefettura. A loro sostegno si sono immediatamente schierate la FP CGIL, CISL FP Ausl, UIL FP, Nursing-Up e Si cambia Con.

"Ormai nei reparti si vive solo di doppi turni e straordinari e la situazione per le lavoratrici e i lavoratori è ormai insostenibile" 

La carenza di personale in tutte le aree, sanitaria, amministrativa, della ricerca è un dato di realtà. Tutti i reparti, tutti gli ospedali e servizi della rete territoriale sono in grave sofferenza e le Direzioni delle due Aziende non riescono a farvi e fronte, scaricando sul personale in servizio il peso e l'onere di garantire le risposte ai bisogni di salute della collettività.

A questa insostenibile situazione si aggiungono le aggressioni sempre più frequenti al personale sanitario, l’insufficiente partecipazione ai concorsi pubblici banditi per reclutare il personale (partecipano meno persone rispetto ai posti messi a bando) e il crescente numero di operatori che decidono di abbandonare le strutture bolognesi per mancanza di valorizzazione e per le condizioni di lavoro stressate a tal punto da essere insostenibili.

In queste settimane stiamo assistendo a molte inaugurazioni delle nuove strutture realizzate con i fondi del PNNR. Bene. Ma come si farà a garantire il funzionamento di nuovi servizi se non si riescono a garantire quelli esistenti? Le Direzioni delle Aziende sanitarie al momento non hanno rappresentato alcuna soluzione se non quella di stressare l’organizzazione e i carichi di lavoro degli operatori, ma così non si può andare avanti. Il sistema non regge.

Non si fa sanità e non si curano le persone senza personale sanitario in numero adeguato e in grado di operare in condizioni di lavoro dignitose e sostenibili. Per queste ragioni ci saranno due presidi: il 26 giugno dalle ore 12,30 al Padiglione 2 del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi e il 29 Giugno dalle ore 11,30 presso la sede Ausl di Via Castiglione 29 a Bologna. Servono assunzioni di responsabilità e decisioni urgenti.


24 e 25 Giugno due giornate di sciopero alla Casa di Cura Nigrisoli

SCIOPERIAMO PER 23 MILIONI DI VALIDE RAGIONI!
E’ pari a 23,7 milioni di euro l'utile consolidato raggiunto nel 2025 dal Gruppo GHC - + 1,7 milioni rispetto all’anno precedente, a fronte di un fatturato di 487,1 milioni di euro (+ 3,5% rispetto all’anno precedente).
Lo scorso 20 Maggio agli azionisti sono stati distribuiti complessivamente 8,2 milioni di dividendi (+8% rispetto al 2024)!
Ma quando il Sindacato chiede di valorizzare il personale la Direzione risponde che non può permetterselo perché non ci sono soldi e alla richiesta sindacale di un premio di produzione e di un sistema premiante per il personale la replica dell'azienda è stata di chiusura. Nel frattempo, sempre più lavoratrici e lavoratori cercano alternative e rassegnano le dimissioni. Mentre chi resta in servizio lavora in condizioni sempre più pesanti e con carichi di lavoro insostenibili. 
I profitti dell’Azienda e del Gruppo sono il risultato del lavoro e del sacrificio di professionisti, infermieri, OSS, fisioterapisti, amministrativi, tecnici e operai che non viene valorizzato.
Lo sciopero del 24 e del 25 Giugno segue un primo sciopero proclamato lo scorso 31 Marzo e il blocco degli straordinari del mese di aprile.
Non è accettabile che strutture accreditate con il Servizio Sanitario Regionale e Nazionale producano profitti privati sfruttando il personale.
La qualità del lavoro è il principale requisito per garantire un servizio di qualità alle cittadini e ai cittadini.
Per questo, la vertenza in atto è in primo luogo una lotta per garantire il Diritto alla Salute di tutte e tutti!

Maggio 2026 - Un mese di News della FP CGIL di Bologna

Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel mese di Aprile 2026.

Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.

Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.

La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.

Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.

Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l’infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale.

Se li tagliano stiamo peggio tutti.

Clicca nel link sottostante per visualizzare o scaricare la raccolta di Aprile

https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/06/Mag2026.pdf


Oggi, 12 giugno, il lavoro nella cultura si è fermato in sciopero in tutta Italia. Da troppo tempo chi lavora nella cultura è ignorato. Peggio, dato per scontato.

A Bologna il presidio si è svolto davanti all’Arena del Solo in Via dell’Indipendenza.

Musei, biblioteche, pinacoteche, monumenti, festival, teatri, archivi, cineteche e tanto altro. Istituzioni che il Paese esibisce come vanto, ma gestite spessissimo con appalti al ribasso, precariato, false partite IVA, contratti pirata, volontari messi in turno. Sempre meno quelli assunti direttamente dallo Stato e dagli Enti Pubblici, con turn over coperto col contagocce o non coperto. Lavoratrici e lavoratori altamente qualificati tenuti in uno stato di precarietà strutturale, pagati con la retorica della vocazione e della passione.

Le richieste delle lavoratrici e lavoratori che operano nella cultura, sono state semplici e concrete: Assumere, non esternalizzare: contratti diretti, stabilizzazioni, parità di diritti; Un piano straordinario di assunzioni nel Ministero della Cultura, negli Enti locali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche; Salari dignitosi e contratti di settore che fermino il dumping salariale applicati pienamente e rinnovati alla scadenza; Reddito di discontinuità per chi lavora in modo intermittente; Fine dello straordinario non pagato. Piena applicazione delle norme su salute e sicurezza.

Al contrario siamo di fronte a scelte politiche chiare: mentre si portano le spese militari al 5% del PIL, si tagliano i finanziamenti alla cultura. Fondi straordinari per la guerra. Tagli ordinari per biblioteche, musei, festival.

Noi scegliamo la cultura come servizio pubblico, il lavoro giusto nella cultura, la pace. Non chiediamo favori. Chiediamo quello che in questo Paese, dovrebbe spettare a qualsiasi lavoratrice e lavoratore.


Rizzoli - Apre mensa/punto ristoro al Centro Ricerca. Una conquista dovuta alla lotta sindacale delle lavoratrici e lavoratori.

Dal 15 giugno anche il Centro di Ricerca / Poliambulatorio avrà un nuovo punto mensa. Un risultato importante e necessario raggiunto dopo una lunga battaglia sindacale – lo affermano con soddisfazione la FP CGIL e Uil Fpl del territorio

Già il 20 febbraio 2025 le due categorie sindacali portarono l’istituto Ortopedico Rizzoli davanti al Prefetto su una serie di argomenti tra i quali la necessità di garantire il diritto alla mensa. Da allora si è avviata una lunga vertenza di incontri e di lotta che ha portato a questa conquista. Oggi la mensa è realtà.

Una conquista - affermano le due categorie sindacali - nata dall’ascolto e dal confronto quotidiano con le lavoratrici e lavoratori. Le file interminabili al solo punto mensa presente allo IOR compromettevano infatti troppo spesso la possibilità di fruire della mezz'ora di pausa, costringendo molti a rinunciare al pasto o a consumarlo troppo velocemente. Situazione aggravata dalla distanza alla sede di lavoro.

Il nuovo servizio sarà quindi attivato il 15 giugno prossimo presso il Centro di Ricerca/Poliambulatorio garantendo 40 posti a sedere per tre turni con una capienza complessiva di 120 posti, aperto a tutto il personale e con la possibilità di prenotare il pasto attraverso la piattaforma ITChefWeb.

Il 15 giugno quindi non inauguriamo soltanto un nuovo servizio, ma salutiamo una conquista della nostra azione sindacale costruita insieme alle lavoratrici e lavoratori. Il sindacato serve a questo: stare tra le persone, raccoglierne i bisogni e trasformarli in conquiste collettive.

E andremo avanti per continuare a migliorare il servizio a partire dalla necessità di garantire il buono pasto a chi oggi non riesce ad accedere alla mensa a causa dell'orario del proprio turno di lavoro, oltre che di incrementare l’importo dei buoni pasto.

Fa sorridere vedere, da parte di chi ha sempre sostenuto che le vertenze non sarebbero servite e che una mensa al centro ricerca non ci sarebbe mai stata, rivendicare un risultato per il quale non ha mosso un dito. Siamo certi che continueranno sulla stessa strada. Ma tant’è. Noi continueremo per la nostra, ascoltando le necessità, costruendo soluzioni e lottare quando necessario per conquistarle.


Coop Dolce - La Fp Cgil di Bologna sospende lo stato di agitazione dopo l'incontro in Prefettura. Pronti a riattivarlo se gli impegni presi da Dolce non saranno rispettati.

L'incontro in Prefettura si è svolto ieri pomeriggio 9 Giuno, a seguito dello stato di agitazione proclamato da FP CGIL nei giorni scorsi, su mandato dell'assemblea delle lavoratrici e lavoratori che, nonostante il caldo torrido, hanno fatto un partecipato presidio in piazza Roosevelt, in concomitanza dell'incontro.

Durante il tavolo istituzionale si è sbloccata la situazione con i primi passi avanti, che andranno concretizzati nei due incontri già definiti per il 23 giugno e per il 15 luglio.

Nel merito:
Per la formazione HACCP, la cooperativa si è impegnata al riconoscimento economico per le ore di formazione svolte.
Per la FAD (Formazione a Distanza), l'azienda ha finalmente riconosciuto le criticità e ha quindi dato disponibilità a condividere nuove modalità per garantire lo svolgimento della formazione durante l'orario di lavoro, tenendo conto delle specificità dei diversi settori.
Per l'applicazione di timbratura elettronica per l'assistenza domiciliare, si apre finalmente un confronto sindacale reale e discuteremo nel dettaglio tutte le problematiche emerse. La nostra posizione resta ferma: l'utilizzo di questa app deve essere subordinato alla garanzia di giuste tutele e di reali vantaggi per tutte le lavoratrici e i lavoratori del SAD. Su questo aspetto, abbiamo chiesto e già ottenuto un primo importante risultato: fino alla conclusione definitiva del confronto sindacale, l'applicazione NON potrà essere utilizzata dall'azienda per fini disciplinari.

In considerazione dei passi avanti registrati e delle due date in calendario, abbiamo sospeso TEMPORANEAMENTE lo stato di agitazione. Ma è chiaro sin da ora che se gli impegni presi da Dolce non si concretizzeranno in soluzioni condivise, riprenderemo da dove abbiamo sospeso senza escludere azioni di mobilitazione ulteriori.

 


Emergenza Caldo: la Fp CGIL di Bologna esprime contrarietà e biasimo per l’esclusione degli Operatori Igiene Ambientale dall’ordinanza della RER

Si tratta di una disparità incomprensibile – afferma Marco Pasquini Segretario generale della FP CGIL di Bologna - chi lavora tutti i giorni su strada per la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade nelle stesse condizioni di esposizione al sole di lavoratrici e lavoratori delle categorie ricomprese nell’ordinanza regionale, non può essere trattato diversamente. 
L’ordinanza della Regione Emilia Romagna, entrata in vigore lo scorso 3 giugno che dispone il divieto di lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12,30 alle 16,00 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili, nei piazzali della logistica e, da quest'anno, nelle cave e nella consegna merci con mezzi a pedalata anche assistita effettuata da raider, non ha infatti considerato le lavoratrici e i lavoratori del comparto igiene ambientale esposti al pari di quelli delle categorie prese inconsiderazione.
In considerazione di tale esclusione – aggiunge Pasquini – come categoria stiamo chiedendo alle aziende del settore che ancora non l’hanno fatto, di aprire immediatamente il confronto sindacale, per individuare a livello aziendale misure organizzative e tutele per i loro operatori che lavorano in condizioni di esposizione prolungata al sole. Al contempo – conclude Pasquini – auspichiamo che la Regione Emilia Romagna comprenda formalmente nella sua ordinanza lavoratrici lavoratori che quotidianamente operano per garantire un servizio fondamentale per le comunità.   

Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e la RSU hanno aperto lo stato di agitazione in Coop Brodolini. Martedì 12 maggio ci sara’ l’incontro in Prefettura

Martedì 12 Maggio ci sarà l’incontro in Prefettura per il tentativo obbligatorio di conciliazione, a seguito della stato di agitazione avviato da FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI E LA RSU Aziendale lo scorso 4 maggio nei confronti della Soc. Coop. Brodolini che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti per conto dei Comuni.

Le ragioni della vertenza promossa dai sindacati risiedono principalmente in questioni che fanno riferimento alla salute e sicurezza delle lavoratrici e lavoratori nello svolgimento delle loro attività, all’organizzazione del lavoro che viene ritenuta non adeguata a garantirla e alla carenza di personale.

Sono questioni che inevitabilmente si riflettono sulle condizioni di lavoro delle operatrici e degli operatori e quindi sulla qualità del servizio.

Mancano percorsi di formazione adeguati al tipo di attività e alla sicurezza. I mezzi operativi non sono adeguatamente puliti, molti sono vetusti e privi di sistemi di climatizzazione per fare fronte alle condizioni climatiche che sempre più spesso determinano ondate di calore.

Gli ambienti di lavoro, gli spogliatoi per il personale richiederebbero manutenzioni e/o ristrutturazioni che da anni non sono attivate o programmate.

Nonostante poi sia vigente un protocollo di relazioni industriali che prevede di contrattare l’organizzazione del lavoro, Brodolini si è mostrata sin qui indisponibile determinando per contro una continua instabilità organizzativa. Sempre più frequenti le modifiche agli orari di lavoro, l’aumento dei turni domenicali e festivi, la mobilità del personale da un territorio all’altro e il ricorso al lavoro straordinario utilizzato per fare fronte alla carenza di organico piuttosto che prevedere nuove assunzioni.

Non è accettabile che una Azienda che opera in appalto/concessione per conto di una committenza pubblica (i Comuni) che deve garantire servizi pubblici efficaci e di qualità e che ha un fatturato in costante crescita, non investa adeguatamente sul personale, sulle loro condizioni di lavoro e sulla loro salute e sicurezza.


Aprile 26 - Un mese di News della FP CGIL di Bologna

Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel mese di Aprile 2026.

Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.

Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.

La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.

Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.

Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l’infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale.

Se li tagliano stiamo peggio tutti.

Clicca nel link sottostante per visualizzare o scaricare la raccolta di Aprile

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