Ospedale privato accreditato Nigrisoli. FP CGIL, CISL FP, UIL FPL aprono lo stato di agitazione dei dipendenti
Le Organizzazioni sindacali di Categoria, hanno aperto lo stato di agitazione dei dipendenti dell’OSPEDALE PRIVATO ACCREDITATO NIGRISOLI, con blocco degli straordinari ed eventuali iniziative di sciopero qualora la situazione non si sbloccasse.
Tale decisione, in rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori della struttura, si è resa necessaria per la totale indisponibilità da parte della Direzione Aziendale, ad affrontare le questioni che anche nell'incontro che si è tenuto lo scorso 22 dicembre 2025, le organizzazioni sindacali hanno posto.
Le materie del contendere riguarda l'avvio di confronto, come richiesto da parte sindacale, che porti alla definizione di un Contratto Integrativo Aziendale che preveda la valorizzazione degli operatori e che risolva l'ormai cronica carenza di personale che già a novembre dell'anno appena concluso, avevamo denunciato.
Occorre infatti definire un sistema premiante adeguato a raccogliere le specificità e l'operatività del personale per tutte le figure professionali oltre che un sistema di progressioni economiche orizzontali e occorre implementare la dotazione organica.
La grave carenza di personale, in particolare di infermieri determina un pesante aggravio dei carichi di lavoro per il personale in servizio, che raggiunge livelli di intollerabilità e che ha un impatto negativo sulla qualità dell'assistenza, sulla sicurezza dei pazienti e degli operatori stessi. Senza personale il lavoro non si fa o si fa male quindi o li si aumenta o si riducono i posti letto.
Di fronte alla totale indisponibilità mostrata sin qui dalla Direzione Aziendale, siamo stati costretti a chiamare in causa la Prefettura e se anche in quella sede non si troveranno le soluzioni necessarie, agiremo tutte le forme di mobilitazione previste dalla norma.
2025 - Un anno di News della FP CGIL di Bologna
Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel corso del 2025.
Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.
Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.
La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.
Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.
Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l'infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale. Se li tagliano stiamo peggio tutti.
Clicca nel link sottostante per visualizzare o scaricare la raccolta
https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/01/Un-anno-di-News-2025_compressed.pdf
Comune di Bologna: Dopo la bocciatura dell’accordo da parte dei lavoratori nessuna novità dall'incontro del 29 dicembre: le trattative ripartiranno a gennaio.
Nessuna novità dall’incontro con il Comune di Bologna di ieri 29 dicembre.
Dopo il voto al referendum, che ha visto i NO superare il 70%, il Comune non ha portato al tavolo alcun reale valore aggiunto rispetto a un accordo che i dipendenti hanno dimostrato con chiarezza di non volere.
Dall’amministrazione comunale è stato solo riproposto – come del resto già fatto lo scorso 7 novembre nell’incontro col Sindaco dopo lo sciopero - un generico impegno a cercare nel 2026 nuove possibilità di incremento del salario accessorio.
Ma è un impegno che rimane senza cifre e senza alcun tangibile riscontro negli atti adottati finora dall’amministrazione per il 2026, tra i quali il bilancio preventivo e DUP per il prossimo triennio appena varati dal Consiglio Comunale che peraltro i sindacati confederali non hanno sottoscritto.
A fronte della riproposta di questo impegno generico e della promessa di una ripresa della trattativa in successivi incontri, la FP CGIL in coerenza con il voto referendario contrario appena espresso dai dipendenti, ha ovviamente respinto .
Abbiamo inoltre ricordato all'amministrazione comunale che in caso di mancato accordo ha, per legge e per contratto, la possibilità di procedere a effettuare comunque pagamenti con atto unilaterale, ma ha anche l'obbligo (non è una concessione) di riprendere le trattative per raggiungere un accordo in un tempo massimo complessivo di novanta giorni.
Pertanto, salvo il Comune non decida di fare negli ultimi due giorni di dicembre 2025 quanto non ha fatto finora, cosa che sarebbe assolutamente auspicabile e che ci troverebbe disponibili fino all’ultimo minuto utile, le trattative per arrivare a un accordo riprenderanno certamente a gennaio nella chiarezza che servono, da parte del Comune, non promesse generiche ma risposte concrete.
𝟭𝟬 𝗗𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗶𝗼𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗶𝗴𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲. 𝗔 𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗱 𝗛𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗕𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗣𝗶𝗰𝗵𝗮𝘁.
Le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto dell’igiene ambientale Fp Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Fiadel hanno proclamato uno sciopero generale nazionale che si svolgerà in data 10/12/2025.
Le lavoratrici e i lavoratori, dopo lo sciopero del 17 ottobre scorso, prendendo atto della indisponibilità delle associazioni datoriali a dare risposte alle loro giuste rivendicazioni, il 10 dicembre sciopereranno rinunciando ad un’altra giornata di salario per tutelare, non solo i loro diritti e le loro condizioni di lavoro, ma anche per tutelare il bene comune che il loro lavoro garantisce alla collettività.
A questo sciopero “sotto l’albero di Natale” si è arrivati in conseguenza all’ennesima rottura delle trattative per il rinnovo del contratto unico dei Servizi Ambientali.
Per le associazioni datoriali fare impresa significa comprimere diritti e retribuzioni.
Trattano facendo “il gioco delle tre carte: sostengono di voler rinnovare il sistema di classificazione del personale ma con modalità tali da far aumentare solo la produttività alle aziende. Nei fatti, nessun incremento di salario aggiuntivo nelle tasche delle lavoratrici e lavoratori, necessario a compensare l’ampliamento delle mansioni oltre che il doveroso adeguamento all’inflazione che negli ultimi anni li ha impoveriti.
“Noi abbiamo detto no” – dicono i sindacati – “non siamo disponibili ad accettare la svendita delle lavoratrici e dei lavoratori di questo importante settore, sempre meno attrattivo per i giovani e sempre più esposto a malattie professionali ed infortuni”.
Rilanciano quindi alle associazioni datoriali, ma anche ai Comuni proprietari o committenti di chi eroga questi servizi, di attivarsi urgentemente in un’azione concreta di valorizzazione del lavoro e conseguentemente di un servizio indispensabile per la salubrità ed il decoro delle città.
A Bologna il presidio si svolgerà dalle ore 9,00 alle ore 11,00, davanti alla sede di Hera in Viale Berti Pichat, 2/4.
OPR NIGRISOLI Sanità Privata accreditata: Grave carenza di personale
Se normalmente nel turno del mattino nel reparto di chirurgia dovrebbero essere in servizio 5 infermieri per oltre 50 posti letto - un numero che a malapena garantisce i servizi minimi - da qualche giorno il numero di infermieri in servizio è passato a quattro. Un numero di per se totalmente insufficiente al punto tale che se dovessero verificarsi assenze per malattia, quindi non previste, verrebbe messa in crisi l'assistenza dell'intero reparto. Solo attraverso modifiche quotidiane dei turni di lavoro con orari spesso improponibili che in alcuni casi non rispettano il dettato contrattuale che prevede l’obbligo di almeno di 11 ore di riposo tra un turno e l’altro, gli operatori riescono a garantire il funzionamento del reparto.
Da tempo le organizzazioni sindacali hanno chiesto di aprire un confronto sul Contratto Integrativo Aziendale, su un sistema premiante e percorsi di progressione orizzontali e avanzamenti di carriera per valorizzare il personale sempre più spremuto ma anche in questo caso la Direzione fa orecchi da mercante e procrastina a data da destinarsi.
E' evidente che se non ci saranno risposte adeguate da parte della Direzione, metteremo in atto tutte le azioni sindacali che riterremo opportune a patire dall'attivazione dello stato di agitazione fino al blocco degli straordinari e allo sciopero.
𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗖𝗶𝗿𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗥𝗼𝗰𝗰𝗼 𝗗'𝗔𝗺𝗮𝘁𝗼: 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼!
La FP CGIL di Bologna, ancora una volta, denuncia la situazione surreale che sta vivendo l’Istituto di pena bolognese.
Ci risulta che un detenuto, sottoposto a regime speciale, sia stato trasferito presso la struttura bolognese senza alcun preavviso in orario serale, quando il personale in servizio è fisiologicamente ridotto.
Non è la prima volta. Nel mese di novembre, non ancora concluso, vari detenuti sono stati trasferiti presso la struttura, cogliendo di sorpresa gli operatori a causa della mancata preventiva comunicazione da parte degli organi deputati. Solo ieri l’alto sono stati una decina i detenuti trasferiti da un’altra regione, cogliendo di sorpresa, da quanto ci risulta, la Direzione dell’Istituto.
Non si può che restare sconcertati, per la totale assenza di collaborazione tra strutture dello Stato.
Il ripetersi di tali episodi, sempre più concentrati temporalmente, sembra ratificare plasticamente lo stato di malessere che sta vivendo l’Amministrazione e la scarsa considerazione dell’Istituto da parte dei vertici.
Vogliamo pensare che questi episodi possano essere accaduti nell’assoluta buona fede e quindi ascrivibili alle situazioni di emergenza che il sistema penitenziario sta vivendo in questa fase, ma riteniamo doveroso chiedere un approfondimento alla Direzione per evitare che altri episodi analoghi abbiano a ripetersi.
Queste criticità ricadono sempre e comunque sul personale di polizia penitenziaria e su tutti gli operatori impegnati a vario titolo nella struttura, ormai sottoposta ad una condizione di emergenza permanente.
In istituzioni che dovrebbero rappresentare un presidio dello Stato la situazione continua ad andare di male in peggio.
Bologna 25 Novembre Presidio in Prefettura delle lavoratrici e lavoratori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro nell’ambito della mobilitazione nazionale.
Per l’ennesima volta lavoratrici e lavoratori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sono costretti a mobilitarsi in tutta Italia.
Ancora una volta dobbiamo denunciare che, nonostante alcuni passi in avanti ottenuti grazie alle mobilitazioni e agli scioperi fatti, siamo ancora lontani dal rendere pienamente operativo l’INL.
Ad oggi l’INL non è compreso tra gli Enti per i quali il cosiddetto Decreto-Legge PA (D.L. n. 25/2025) prevede la possibilità di incrementare il salario accessorio dei dipendenti e nonostante il “Decreto sicurezza sul lavoro” pubblicato nei giorni scorsi preveda un aumento da 20 a 30 milioni annui del fondo per l’efficientamento, e la possibilità di assumere n. 300 unità di personale ispettivo tra ordinari e tecnici, lo stesso decreto non contiene le disposizioni che erano presenti nel testo approdato in Consiglio dei Ministri, su strumenti di welfare migliorativi per i dipendenti dell’INL e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Allo stesso modo, è stata espunta la norma che consentiva all’Ente di utilizzare fondi del proprio bilancio per le spese informatiche e la sicurezza delle sedi.
“SERVE PIU’ TUTELA PER CHI TUTELA” in un paese nel quale le denunce per infortunio sul lavoro e i morti sul lavoro sono in aumento.
I dipendenti di INL sono stanchi di sentirsi essere chiamati in causa solo in occasione di infortuni o morti sul lavoro, senza che alle parole seguano adeguati fatti da parte della Ministra Calderone e del suo staff.
L’ultimo concorso per assumere un migliaio di ispettori tecnici, chiamati a vigilare sulla salute e sicurezza sul lavoro, non riuscirà nemmeno a coprire la metà dei posti messi a bando.
Questo accade perché continua a persistere una sperequazione tra le responsabilità richieste al personale e la retribuzione corrisposta, ancora inadeguata. Nel frattempo, a causa della grave carenza di personale amministrativo – oltreché di ispettori – si pone un serio problema di tenuta dei servizi in diverse sedi del Centro-Nord del Paese.
Chiediamo che il Governo e la Ministra competente, compiano azioni concrete per garantire l’attrattività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Chiediamo che l’INL sia autorizzato a destinare un parte del proprio bilancio al personale per poter prevedere forme di welfare aziendale per tutti i dipendenti e istituire un sistema indennitario, a cominciare dall’indennità per la funzione ispettiva, ancora inesistente.
Chiediamo di ammodernare la struttura informatica che, a distanza di anni, appare ancora eccessivamente fragile e ancora troppo incompleta.
E’ necessario tornare ad una attività di vigilanza qualitativa capace di aggredire i macro-fenomeni di illegalità, superando la logica svilente dei numeri nelle attività di vigilanza, meramente incentrata su quante ispezioni siano state fatte. Così, ad esempio, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, rimarchiamo il ruolo che l’INL ha rispetto al contrasto alle discriminazioni di genere e a tutela delle lavoratrici madri, un ruolo troppo spesso dimenticato dall’Amministrazione stessa, cui chiediamo maggiore attenzione anche su questo.
Chiediamo con forza che si intervenga in fase di conversione del Decreto-Legge, per inserire finalmente norme che possano realmente far compiere un salto di qualità all'Ispettorato del Lavoro, nell'interesse di chi lavora e del Paese.
Urge passare ai fatti concreti
Servizi Sociali Unione Savena Idice. Riaperto lo stato di agitazione
Dopo la sospensione dello stato di agitazione concordata nell'incontro in Prefettura del 07 ottobre ci aspettavamo che agli impegni assunti dalle amministrazioni, seguissero i fatti! I tavoli convocati, invece, sono serviti solo a comunicare decisioni prese dai Comuni unilateralmente con decorrenza 1 gennaio 2026.
Oltre a disapplicare l'accordo sindacale sottoscritto dieci anni fa al momento del conferimento dei servizi sociali territoriali all’Unione (sportello sociale, ufficio casa, politiche giovanili, servizio sociale anziani e adulti, SUAP), i Comuni agiscono al di fuori di qualsiasi confronto che consideriamo necessario e dovuto per ricercare una condivisione attorno ad un progetto che per quanto ci riguarda, deve porsi gli obiettivi di garantire la tenuta dei servizi rivolti a cittadini in situazione di fragilità ed il miglioramento delle condizioni lavorative di chi in quei servizi opera.
Il Comune di Pianoro e il Comune di Ozzano dell'Emilia vogliono riprendere la gestione diretta delle politiche abitative senza però avere presentato una programmazione delle attività né tantomeno definito la retribuzione dei dipendenti coinvolti, che in ogni caso, se da un lato rientrerebbero in comune, dall'altro verranno nuovamente comandati quota parte in Unione per le attività dei Comuni di Monghidoro, Monterenzio e Loiano. Il comune di Ozzano pare poi intenzionato ad avviare una nuova convenzione con soggetti privati per esternalizzare parte del servizio. A tutt'oggi non è stato chiarito il ruolo assegnato ad ASP L.Rodriguez, né come saranno organizzati in i servizi.
Siamo di fronte ad una prospettiva che, per quanto ci riguarda, non mette in atto nessuna soluzione che dia risposte alle differenze salariali e alla limitazione del rischio su salute e sicurezza degli operatori. Nessuna soluzione capace di definire un assetto organizzativo stabile. Nessun piano assunzionale adeguato per far fronte all'aumento dei bisogni dei cittadini. Nessuna valutazione sulle ripercussioni sul salario accessorio dei dipendenti dei comuni coinvolti, dell’unione e di Asp Rodriguez
Per questi motivi lo scorso 20 Novembre abbiamo riaperto lo stato di agitazione per il tentativo di conciliazione in Prefettura.
Chiediamo un passo indietro ai Comuni in favore di un reale percorso condiviso di programmazione dei servizi e di tutela salariale e lavorativa per i dipendenti tutti.
Diversamente procederemo con tutte le azioni che riterremo necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che quotidianamente garantiscono l'erogazione dei servizi alle comunità coinvolte!
Carcere Dozza: gravissima carenza di personale sanitario Ausl Bologna - Fp Cgil " a rischio di dipendenti e le cure per i detenuti".
La situazione del personale sanitario presso il Carcere Dozza è gravissima - denunciano Gaetano Alessi e Giuseppe Santella della Fp Cgil di Bologna-. A fronte di una dotazione organica che dovrebbe essere di 29 infermieri, al momento in servizio effettivo sono 23, così come sono sotto pressione le altre figure professionali: Educatori, Trp e Oss.
Questa situazione sta comportando un disagio importante per gli operatori/trici e per il servizio.
Oltre a trascurare completamente la qualità di vita e di lavoro degli operatori ai quali viene messa a rischio la possibilità di fruire di congedi e ferie, la carenza di personale li espone a maggiori rischi sulla sicurezza rispetto a quelli insiti nella particolarità del luoghi nei quali operano.
È quindi necessario - dicono i sindacalisti – che si intervenga immediatamente per ripristinare la dotazione organica necessaria, sbloccando ad esempio le procedure di mobilità e per rivalutare l’organizzazione del servizio.
Se non dovessero giungere immediate risposte in grado di risolvere la gravosa situazione - conclude la Fp Cgil - siamo pronti ad attivare tutte le forme di mobilitazione che riterremo necessarie a partire da un presidio permanente davanti la struttura.
A Villa Erbosa e Villa Chiara è Stato di Agitazione.
Lo scorso 14 Novembre FP CGIL, CISL FP, UIL FPL hanno proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle strutture del Gruppo San Donato di Bologna. Villa Erbosa in Bologna e Villa Chiara in Casalecchio.
La Direzione Aziendale non ha, infatti dato disponibilità ad affrontare una serie di questioni che le Organizzazioni Sindacale hanno rappresentato.
Indisponibilità ad avviare un confronto per definire un Contratto Integrativo Aziendale, nonostante l’impegno sottoscritto nel verbale di incontro del 30/09/2024.
Indisponibilità ad avviare un confronto per la definizione di un sistema premiante e di un premio di produzione.
Indisponibilità ad avviare un confronto in merito ad un sistema aziendale di progressioni economiche per la valorizzazione del personale.
Indisponibilità aziendale a considerare l’orario di lavoro convenzionale su 5 giorni qualora il turno sia articolato su 5 giorni, ai sensi dell’art 18 del Ccnl Sanità Privata. L’attuale sistema genera sistematicamente una “flessibilità negativa”.
La parte sindacale chiede la definizione di un’articolazione oraria giornaliera di 6 ore per coloro che hanno un orario articolato su 6 giorni, e di 7,10 ore per coloro che hanno un orario articolato su 5 giorni e l’azzeramento dell’attuale flessibilità negativa.
Indisponibilità a dare piena applicazione all’art. 34 comma g del CCNL che disciplina i permessi per “particolari motivi personali e familiari” e non a limitarne l’utilizzo.
Indisponibilità ad accogliere la richiesta delle lavoratrici e dei lavoratori della Sala Operatoria a modificare l’orario di lavoro, che allo stato attuale genera un debito orario strutturale.
Le OO.SS. inoltre hanno segnalato in più occasioni la grave di carenza di personale nelle due strutture che, pur essendo accreditate, hanno un rapporto personale sanitario/pazienti molto inferiore ai servizi/reparti di strutture sanitarie pubbliche.
Anche gli impegni assunti dalla Direzione di aprire uno spazio mensa nella struttura Villa Chiara, sono disattesi.
Il Gruppo San Donato è un gruppo solido proprietario di importanti Case di Cura a livello nazionale: il San Raffaele e il Galeazzi di Milano.
Nel 2024 ha ottenuto ricavi consolidati pari a 2,57 miliardi di euro, il 30% in più del 2023 e il 49% in più del 2019.
Non è quindi accettabile il perdurare del blocco della contrattazione nazionale che dura ormai da 7 anni e non è accettabile registrare a livello locale la totale indisponibilità a trovare soluzioni per migliorare le condizioni di lavoro ed economiche delle lavoratrici e dei lavoratori che quotidianamente garantiscono quei ricavi.
Se nemmeno con il tentativo di conciliazione in Prefettura muterà l’atteggiamento del gruppo, le organizzazioni sindacali saranno pronte ad indire scioperi e blocco dello straordinario su Villa Erbosa e Villa Chiara









