Soprintendenze di Bologna e Modena. Interrogazione parlamentare sulla scarsa autonomia e funzionalità della Soprintendenza di Modena. Cgil, Cisl, UIl e RSU: siamo stupiti e sconcertati
La RSU della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e le rappresentanze territoriali della Funzione Pubblica di CGIL, CISL, UIL accolgono con stupore il contenuto dell’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Stefano Vaccari in merito alla funzionalità della suddetta Soprintendenza.
Spiace rilevare che le parole del Parlamentare denotano una scarsa conoscenza degli inizi della vicenda sin dalla costituzione del nuovo Istituto, probabile dovuta ad una mancata interlocuzione con lavoratori e rappresentanze sindacali dell’Ufficio. Nel caso avrebbe convenuto sulla assoluta illogicità di tale Soprintendenza che insiste su territori diversissimi tra loro senza alcuna contiguità spaziale.
Più volte la RSU della Soprintendenza ha denunciato che “È inaccettabile e ingeneroso rappresentare i lavoratori del Ministero della Cultura che ancora subiscono le conseguenze di questa riforma, come bambini viziati che non vogliono prendere un treno per andare a lavorare a Modena. Avremmo voluto vedere schierati qualche parlamentare quando chiedevamo l’adeguamento degli organici in un Ministero che ha visto nel corso degli ultimi anni ridurre all’osso il proprio organico, a fronte di un continuo ampliamento di competenze.”
Vale la pena rammentare che Modena non ha una propria sede istituzionale della Soprintendenza da oltre dieci anni e che il settore archeologico ha sempre fatto capo ad un Ufficio regionale. I territori di Modena, Reggio Emilia e Ferrara sono gestiti dalla sede di Bologna e da una sede operativa di Ferrara - che ospitano tra l’altro tutti gli archivi cartacei, beni mobili e immobili dei relativi territori - ormai da decenni e non è mai stata rilevata alcuna inefficienza o carenza nell’amministrazione della tutela e nella gestione di quei territori.
Il personale tecnico-scientifico e quello amministrativo che opera sui territori della nuova Soprintendenza continua ad esercitare le proprie funzioni con il medesimo senso di responsabilità e competenza, assolvendo ai propri doveri istituzionali con la consueta dedizione. Le recenti iniziative e gli eventi sulle tre province promosse dall’Istituto, ad esempio in occasione delle recenti Giornate Europee del Patrimonio, sono state condotte dalla Soprintendente e dal personale in collaborazione con enti locali, musei civici e associazioni del territorio confermando una prassi proficua e consolidata con grande soddisfazione da parte delle comunità destinatarie.
Ad oggi il Ministero ha accolto le proposte avanzate dalle rappresentanze sindacali della Soprintendenza, attivandosi per predisporre una “sede di rappresentanza” a Modena e una sede operativa a Bologna. Nel 2026 sia consentito definire un pelo anacronistica l’idea che per funzionare un ufficio debba vedere schierati in presenza sul posto tutte le proprie unità come “un sol uomo”.
Si intende rassicurare il parlamentare assieme ai territori che lavorare dalla sede di Bologna non significa trascurare i territori modenesi, reggiani o ferraresi. I funzionari tecnico-scientifici continuano regolarmente le loro attività di gestione della tutela con sopralluoghi in tutti i territori di loro competenza, senza lasciare nulla indietro, come è sempre stato. E, restando nell’ambito del Ministero della Cultura, non siamo l’unico esempio virtuoso, basti citare la Soprintendenza per le province di Frosinone e Latina con sede operativa a Roma, che adotta un modello simile, o la Soprintendenza per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, con sede operativa nella Capitale.
Ci piace richiamare in conclusione uno stralcio del documento che le rappresentanze territoriali della Funzione Pubblica di CGIL, CISL e UIL sottoposero al Prefetto in occasione della proclamazione dello stato di agitazione fra l’altro tuttora aperto: “Tutte le battaglie condotte al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori delle Soprintendenze di Modena e Bologna hanno avuto come obiettivi la garanzia della piena funzionalità degli Uffici e il rispetto delle legittime esigenze e aspirazioni dei lavoratori. Riteniamo scellerata la scelta del Ministero di dividere gli uffici di Modena e Bologna: è una divisione calata dall’alto, fatta da chi evidentemente non conosce questi territori, inutile dal punto di vista amministrativo, scorretta dal punto di vista storico-culturale e che non considera la gravissima situazione di sottorganico nella quale stanno lavorando i dipendenti sempre più in affanno a seguito di una divisione dei due enti non adeguatamente progettata e strutturata. Nonostante queste storture, i lavoratori hanno continuato a svolgere le loro mansioni, garantendo non solo una efficiente e corretta gestione della tutela territoriale ma continuando ad elaborare progetti per migliorare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Non è certo una sede che fa funzionare una Soprintendenza, ma le lavoratrici e i lavoratori che quotidianamente operano per garantire la tutela e diffondere la conoscenza della storia e del patrimonio del territorio di competenza.”
Si ribadisce da parte della comunità dei lavoratori che sempre siamo stati e sempre saremo aperti ad un confronto con quanti avranno interesse ad ascoltare e far comprendere le buone ragioni di una scelta motivata e operativamente collaudata.
Cooperativa Brodolini: dopo lo stato di agitazione riprende il negoziato. Fp Cgil: primi passi avanti sul premio di risultato
Sottoscritta la pre-intesa sul premio di risultato con un incremento di 100 euro rispetto alla proposta iniziale dell’Azienda.
Si tratta di un primo risultato ottenuto grazie alla determinazione della Rsu di cgil cisl e uil in una vertenza che lo scorso settembre aveva portato a dichiarare lo stato di agitazione delle lavoratrici e lavoratori su una serie di questioni che ancora non hanno trovato soluzione.
Determinante per la ripresa del negoziato è stato l’incontro in Atersir – Agenzie territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti – che si è svolto lo scorso 18 settembre su richiesta delle organizzazioni sindacali, nel corso del quale la committenza pubblica ha preso atto delle condizioni nelle quali gli operatori del gestore privato svolgono il servizio per le loro collettività.
Nei prossimi incontri dovranno essere affrontati e risolti gli altri nodi della vertenza: Organizzazione e carichi di lavoro, salute e sicurezza, organici, ulteriore incremento del premio di risultato in ragione dell’esercizio positivo di bilancio. Lo stato di agitazione è quindi sospeso ma non ritirato.
Sul primo risultato ottenuto la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori nel corso delle assemblee organizzate unitariamente
Ospedale Privato Accreditato Nigrisoli. FP CGIL: Importante cambio di passo. Dopo il conflitto si riapre il confronto sindacale
Lo scorso 22 Settembre, presso l’Ospedale Privato accreditato Nigrisoli, si è svolto un incontro tra Fp CGIL, Cisl FP, Uil FP, la RSU e l’Amministratore Delegato del nosocomio per avviare un percorso di contrattazione con l’obiettivo condiviso tra le parti, di sottoscrivere entro l’anno, un accordo aziendale.
Si tratta di un importante cambio di passo sollecitato dalla FP CGIL con il coinvolgimento del Segretario Generale Marco Pasquini, che l’Amministratore delegato Giuseppe Valastro ha condiviso per provare a sanare e a ricomporre una fase conflittuale tra azienda e dipendenti che nei mesi scorsi era sfociata in tre giornate di sciopero.
Nella situazione drammatica nella quale versano le lavoratrici e i lavoratori del sistema sanitario pubblico e privato accreditato (in attesa del rinnovo contrattuale nazionale da ormai 8 anni), non si può prescindere dalla loro valorizzazione e condizioni di lavoro nelle quali operano - sottolinea Pasquini - se si vogliono garantire servizi di qualità per rispondere ai bisogni di cura delle persone.
Sistema premiante, progressioni orizzontali, ampliamento e trasparenza dei permessi retribuiti, sono le prime questioni che saranno affrontate dal tavolo sindacale, sulle quali sono già state avanzate proposte e un calendario di incontri per discuterle. Poi la parola passerà all’assemblea delle lavoratrici e lavoratori.
L’Assemblea delle Assemblee della Cgil Emilia-Romagna approva il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale
Ieri 3 Settembre 2026, si è svolta al DUMBO di Bologna una importante iniziativa promossa dalla CGIL Emilia-Romagna che ha visto la partecipazione di tutti i componenti delle Assemblee Generali delle Camere del Lavoro Territoriali e delle Categorie regionali.
L’iniziativa, dedicata alla presentazione e discussione del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, si è conclusa con l’approvazione dello stesso che quindi, a breve la CGIL Emilia Romagna potrà sottoscrivere con la Regione Emilia Romagna.
Si tratta di un patto a cui la CGIL ha contribuito perché contenesse conquiste importanti per il lavoro, i diritti e la qualità dei servizi. Nel metodo, sancisce il principio del confronto preventivo tra istituzioni, sindacati, organizzazioni datoriali e associazioni della società civile: un metodo di partecipazione e democrazia che consente di affrontare in anticipo le grandi scelte che riguardano il territorio.
Nel merito, afferma con chiarezza che non può esserci sviluppo senza difesa e senza qualità del lavoro, e che occorre salvaguardare professionalità e competenze, anche di fronte alle sfide poste dall'intelligenza artificiale e dalla sovranità tecnologica.
Tra i punti per noi qualificanti: l’attenzione alle politiche di genere, il rafforzamento e la generalizzazione, anche a livello provinciale, dei tavoli di crisi per la salvaguardia occupazionale; il contrasto a illegalità, caporalato e sfruttamento, con una qualificazione delle filiere degli appalti; il principio della sicurezza sul lavoro come valore non negoziabile; la riaffermazione di un welfare pubblico e universalistico; un'idea di istruzione e formazione come motore di crescita sociale, prima ancora che economica.
Dal patto discenderanno tavoli di confronto specifici che saranno propedeutici alla Regione per legiferare e allocare le risorse con anticipo.
Come FP CGIL saremo impegnati perché i contenuti del patto non restino sulla carta. Vigileremo sulla loro piena attuazione, continuando a rappresentare lavoratrici e lavoratori e a difendere il valore del lavoro e dei servizi pubblici.
Cooperativa Brodolini: Riprende la mobilitazione. Le OO.SS. hanno dichiarato lo stato di agitazione e avviato il coinvolgimento dei Sindaci.
FP CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, congiuntamente alla RSU della Cooperativa Brodolini, hanno formalmente avviato le procedure per stato di agitazione delle lavoratrici e lavoratori a fronte della totale chiusura dell’azienda a svolgere il confronto sindacale su temi che stanno pregiudicando la qualità del servizio e del lavoro.
L’organizzazione del lavoro, che determina una pressione costante e il ricorso sistematico allo straordinario, è ormai insostenibile. Gli utili aziendali non possono continuare a essere prodotti a discapito della dignità e della salute dei dipendenti.
I temi che devono essere affrontati, non sono più rimandabili o derogabili
- SALUTE E SICUREZZA SUBITO – Chiediamo tutele immediate contro il caldo estremo, il miglioramento urgente dei mezzi operativi e dei locali aziendali, nonché una revisione complessiva dei carichi di lavoro e dei percorsi giornalieri.
- ORGANICI ADEGUATI E STOP AGLI STRAORDINARI FORZATI – Pretendiamo il potenziamento reale degli organici con assunzioni a tempo indeterminato, l’attivazione immediata del turn-over e la fine definitiva del ricorso forzato e sistematico allo straordinario.
- ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO EQUA – Vogliamo un confronto vero sull’articolazione oraria settimanale e un accordo chiaro e condiviso in merito al lavoro festivo e domenicale.
- DIFESA DELLA DIGNITÀ – Chiediamo lo stop immediato a ogni controllo invasivo e a qualsiasi pratica che possa ledere la serenità e il rispetto dei lavoratori sul posto di lavoro.
- SALARIO E PREMIO DI RISULTATO – Richiediamo un accordo triennale per il Premio di Risultato (PDR) che sia equo, trasparente e coerente con i reali utili e i risultati effettivamente conseguiti dall'azienda.
Le lavoratrici e i lavoratori di Brodolini svolgono quotidianamente un servizio pubblico fondamentale per le comunità che la Cooperativa gestisce per conto della committenza pubblica. Per questo abbiamo chiesto incontri urgenti ai Sindaci del territorio oltre che ad Hera, capofila della RTI che si è aggiudicata la concessione e ad ATERSIR che quella concessione ha predisposto per conto dei comuni per rappresentare la gravità della situazione della quale devono farsi carico.
Le lavoratrici e i lavoratori di Brodolini si meritano rispetto, considerazione e condizioni di lavoro dignitose e sicure.
Agosto 2026 - Un mese di news della FP CGIL di Bologna
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https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/09/Ago2026.pdf
Fp cgil Bologna: Così il Welfare si scioglie. La crisi climatica vista dalle strutture di accoglienza
Temperature estreme, assenza di condizionatori, infissi inadeguati se non del tutto malfunzionanti. Questa è la situazione che si trovano a fronteggiare le lavoratrici e i lavoratori di numerosi servizi di contrasto alla Grave Emarginazione Adulta.
Si tratta di servizi pubblici esternalizzati e gestiti da cooperative sociali.
Nelle assemblee sindacali le lavoratrici e i lavoratori hanno riportato tutti i disagi connessi all’assenza di tutele. Oltre ai rischi acuti per la salute delle lavoratrici, dei lavoratori e dell’utenza, ci sono anche le caratteristiche specifiche dei servizi che accolgono persone con importanti fragilità sociali, sanitarie ed economiche.
Il caldo estremo produce infatti svariati effetti: irritabilità, stress, interferenza con l’assunzione di psicofarmaci, privazione del sonno e aumento degli episodi di aggressività. Non sono rare anche le manifestazioni di solidarietà nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori da parte della stessa utenza dei servizi.
Grazie alle segnalazioni ricevute abbiamo rappresentato la situazione al Comune, ad ASP Città di Bologna e alle cooperative sociali del Consorzio Arcolaio e, oltre ad un riscontro urgente, abbiamo chiesto un tavolo di confronto congiunto con il Consorzio e gli enti pubblici – Comune ed ASP - per trovare soluzioni strutturali, fuori da ogni logica emergenziale. Siamo in attesa di riscontro.
Ausl Bologna. FP Cgil Bologna: "Dopo lo stato di agitazione, arrivano assunzioni e valorizzazione del personale
"Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti" - dichiarano Marco Pasquini e Gaetano Alessi della Fp cgil di Bologna - "dispiace che sia stato necessario mobilitarsi per ottenerli. Ma tant'è."
330 assunzioni già fatte per le figure sanitarie, socio sanitarie, tecnico sanitarie, amministrative, tecniche e della ricerca, su tutto il territorio dell'azienda, altre 166 garantite entro la fine dell'anno, impegni cadenzati su nuovi concorsi, valorizzazione del personale, salute e sicurezza, SmartWoring, Mensa, verifica su Osco e Ambulatori Aft, Verticalizzazione del personale, Mobilità sostenibile e valorizzazione del dipartimento di sanità pubblica.
È quanto si legge in una nota della direzione du Ausl Bologna inviata alle organizzazioni sindacali ed al Prefetto in risposta allo stato di agitazione aperto dai sindacali il 9 di Giugno scorso al quale, il 29 giugno era seguito un presidio sotto la sede dell'azienda in Via Castiglione, molto partecipato nonostante le alte temperature.
"La Fp Cgil di Bologna, ha immediatamente sostenuto lo stato di agitazione proclamato dalla Rsu" - continuano i sindacalisti - "e i risultati ottenuti in poco più di due mesi, dimostrano che avevamo ragione.
Condizioni di lavoro sostenibili e qualità delle prestazioni per gli utenti, non possono prescindere da un numero adeguato di operatori in servizio, dalla loro valorizzazione e dalla necessità di operare in salute e sicurezza."
Adesso vigileremo e lavoreremo per fare si che gli impegni vengano mantenuti, sia in azienda sia in sede di CTSSM - concludono Pasquini e Alessi ringraziando le lavoratrici e i lavoratori che si sono mobilitati.
Luglio 2026 - Un mese di News della FP CGIL di Bologna
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https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/07/Lug2026.pdf
Asp Pianura Est. FP CGIL BO: A rischio la tenuta dei servizi. Chiude un Centro Diurno e sono bloccati gli ingressi nelle CRA
Ieri 29 luglio 2026 ASP Pianura Est ha comunicato la decisione di chiudere il Centro Diurno di Budrio per il mese di Agosto e bloccare i nuovi accessi di ospiti nelle strutture residenziali di Budrio e Minerbio.
Una decisione motivata dalla cronica carenza di personale e dalla difficoltà, di reperirne di nuovo per quanto attiene alle figure OSS e infermieristiche, necessarie a garantire livelli minimi essenziali di assistenza e condizioni di lavoro accettabili per la qualità del servizio.
“In tale prospettiva rischiano di allungarsi ulteriormente le liste di attesa per fruire dei servizi territoriali e siamo preoccupati – dichiara la FP CGIL di Bologna - perché nello stesso territorio sono a rischio altre 5 strutture residenziali e 3 Centri Diurni.
A questo si aggiunge, come più volte abbiamo rappresentato, la necessita di individuare soluzioni organizzative per migliorare la condizione di lavoro del personale in servizio, ormai al limite per gli aumentati carichi di lavoro, i doppi turni, i riposi che saltano e il ricorso costante al lavoro straordinario, peraltro non puntualmente remunerato.”
“La soluzione non può essere la chiusura dei servizi fondamentali per la collettività” – afferma Marica Prandini della FP CGIL di Bologna che aggiunge - “Servono soluzioni che contemperino condizioni di lavoro sostenibili senza pregiudicare l’offerta dei servizi.”
“In tal senso – prosegue - non possiamo condividere la scelta del Comune di Molinella che si appresta a riprendersi in carico dall’Asp Pianura Est la CRA del suo territorio per poi esternalizzarla al privato. Non migliorerà il servizio offerto e al contempo si determinerà una perdita di salario, di tutele per lavoratrici e lavoratori.”
“Chiediamo quindi alle Istituzioni alla Politica locale, ai Sindaci dei Comuni, alla Città Metropolitana e alla Regione che si facciano carico della grave situazione che sta pregiudicando la tenuta del sistema socio sanitario assistenziale pubblico.
Servono risorse per la valorizzazione del personale necessaria anche per favorire l’implementazione delle dotazioni organiche. Serve una puntuale e adeguata programmazione per rispondere ai bisogni delle persone, a partire da quelle più fragili. Servono formazione e adeguati riconoscimenti professionali.
Si tratta di requisiti indispensabili e necessari – conclude la sindacalista - per garantire la tenuta dei servizi rivolti alle persone, alla base della tenuta sociale di tutta la comunità.”









