Lo scorso 1 luglio FP CGIL, UIL trasporti e la RSU, hanno incontrato i nuovi vertici della Società Beni Servizi Cimiteriali (BSC) e Beni Servizi Funerari (BSF): Vincenzo Manco, Presidente e Raffaela Bruni, Amministratore Delegato. Un cambio di vertici importante – dicono i sindacati – che avevamo sollecitato da tempo e che da subito ha fatto registrare un positivo cambio di approccio nel dirimere una situazione che, pur rimanendo estremamente complessa, ha definito una linea operativa chiara per salvaguardare un servizio pubblico che è essenziale per il territorio bolognese.
Come è noto infatti, la situazione di BSC società mista pubblico-privata è caratterizzata da pesanti criticità in larga parte dovute alla crisi finanziaria del socio esecutore privato, la cooperativa CIMS di Imola. Una crisi che oggi è al suo culmine, ma che già negli anni scorsi ha iniziato a produrre effetti negativi sui servizi cimiteriali bolognesi per quanto riguarda le manutenzioni della Certosa, la realizzazione del nuovo obitorio, la situazione del polo crematorio e la tenuta economica di BSC.
Una crisi per la quale il tribunale di Bologna ha aperto una procedura di composizione negoziata che, una volta conclusa porterà ad una ridefinizione del rapporto tra socio pubblico e socio privato e per la quale i nuovi vertici di BSC, espressione del socio pubblico, il comune di Bologna, intendono avere un protagonismo per mettere al centro la tenuta e la salvaguardia del servizio.
Nel frattempo per quanto riguarda il polo crematorio è stata ufficialmente approvata la spesa per la rimessa in funzione del secondo forno e si stanno valutando le tempistiche per il terzo forno che presenta caratteristiche tecniche differenti rispetto agli altri due.
E’ stata condivisa la necessità di garantire il premio di risultato (PDR) per i dipendenti di BSC e BSF che pur in una situazione estremamente complessa, hanno garantito il servizio facendosi carico in più di una occasione di molte delle attività di competenza del socio privato. In tal senso a Settembre verrà definito un accordo annuale di distribuzione del PDR e successivamente, una volta ridefiniti in maniera stabile gli assetti societari e a fronte di una progettualità di medio periodo che definisca compiti e funzioni, si potrà valutare di definire un accordo con valenza triennale.
Il Presidente e l’Amministratore Delegato si sono impegnati a tenerci puntualmente informati sulle evoluzioni riferite alla procedura negoziata – concludono i sindacalisti – che assume una valenza dirimente per la tenuta e la prospettiva del servizio e per questo la “guardia” resta alta.



