Ieri 24 Marzo 2026, le Lavoratrici e i lavoratori della Motorizzazione Civile di Bologna e delle sedi distaccate hanno dato mandato alla Rappresentanza Sindacale Unitarie (RSU) dell’Ente, alla FP CGIL e alla UIL PA del territorio, ad indire lo stato di agitazione e ad attivare le procedure di “conciliazione e raffreddamento dei conflitti” come prevede la Norma.

Tale decisione – dichiarano le sigle sindacali – è stata maturata in seguito alla disposizione di servizio ad opera dell’Ente, che fissa per il prossimo 1° Aprile 2026’ l’avvio operativo del sistema “Jammer” senza aver prima condotto rigorose e capillari verifiche strumentali sul campo, certificate da tecnici abilitati

I sistemi Jammer sono dispositivi che inibiscono i segnali radio, cellulari e wi-fi e possono interferire con dispositivi medici elettronici e salvavita: Pacemaker e defibrillatori cardioverter (ICD), Microinfusori di insulina, Apparecchi acustici, ecc.

La procedura delineata dalla Motorizzazione Civile – affermano i sindacati – appare carente sotto il profilo della salute e della sicurezza e sulla valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici del personale e dell’utenza. Inoltre dispone al dipendente di notificare preventivamente una propria condizione di vulnerabilità al proprio responsabile gerarchico anziché al medico competente, in palese contrasto, a nostro avviso, con lo Statuto dei Lavoratori e più in generale con la normativa sulla riservatezza. Come se non bastasse – aggiungono – manca tuttora qualsiasi documentazione attestante la piena conformità delle «fosse di ispezione» utilizzate dai tecnici presso le officine private.

Ai nostri ripetuti solleciti – concludono FP e UIL PA – l’Amministrazione non ha ancora dato riscontro ma auspichiamo che con la vertenza aperta dalle lavoratrici e lavoratori, si possano avere le dovute risposte per garantire condizioni di salute e sicurezza.

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