Nell’Area della Ricerca Sanitaria siamo di fronte alla mancata applicazione degli accordi.
Nonostante un poderoso lavoro di contrattazione decentrata, alla data di oggi non risulta ancora attivata nessuna delle procedure burocratiche/amministrative necessarie per dare avvio al sistema degli incarichi per i ricercatori e i collaboratori e per dare applicazione ai Differenziali Economici di Professionalità (DEP) riferiti all’anno 2025 che determinerebbero un avanzamento economico per il personale coinvolto.
Ci pare evidente l’intenzione di posticipare risposte che invece, dovrebbero essere date nell’immediato per garantire alle professioniste e ai professionisti della ricerca la giusta valorizzazione. Intenzione che oltre a non essere compresa, non possiamo e non vogliamo tollerare.
Sono questi i contenuti della nota che oggi la FP CGIL di Bologna (Alessi, Marzocchi e Iavazzi) ha inviato all’Azienda USL, all’Azienda Ospedaliera Sant’Orsola-Malpighi e all’Istituto Ortopedico Rizzoli.
Inoltre i tre sindacalisti nella stessa comunicazione, hanno segnalato alle tre Aziende Sanitarie che a tutt’oggi, non hanno ricevuto risposta alla richiesta inviata lo scorso 21 gennaio per avere riscontro in merito al “AL CENSIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO DEL PERSONALE DELLA RICERCA”
Tocca prendere atto con rammarico – aggiungono - come le Direzioni non riconoscano il valore e la dignità del personale della ricerca, ignorando gli organismi di rappresentanza e se entro 10 giorni dal ricevimento della nota inviata oggi –concludono - non dovesse arrivare nessun cenno di riscontro, convocheremo le lavoratrici e i lavoratori in assemblea per decidere le azioni di lotta da intraprendere.
Fp Cgil Bologna: situazione insostenibile nelle Recovery Room dell’Ospedale Maggiore. Si va verso lo stato di agitazione
I problemi che da tempo stanno caratterizzando i tempi di permanenza dei pazienti nelle Recovery Room, in relazione agli interventi chirurgici e al personale dedicato, sono noti sia alla direzione del presidio sia alla direzione dell’Azienda. Più volte – dichiarano Gaetano Alessi e Marco Pasquini Responsabile Sanità e Segretario Generale della FP CGIL di Bologna - li abbiamo segnalati sollecitando risposte organizzative e soluzioni adeguate che però stentano ancora ad arrivare. Al di là di risposte informali, spesso evasive, siamo di fronte al nulla di fatto e a farne le spese sono gli operatori dei blocchi operatori e l’assistenza ai pazienti.
Le Recovery Room, o sale di risveglio, dotate di tecnologie di monitoraggio centralizzato dei parametri vitali e di ventilazione, consentono il risveglio protetto del paziente dopo l’intervento chirurgico.
Non sono reparti di Terapia intensiva e non sono reparti di degenza. Se come tali vengono considerati e il tempo di permanenza dei pazienti nelle Recovery Room va oltre a quello necessario per il post-operatorio, nascono problemi. Dopo le 20,00 nei posti letto delle Recovery Room non dovrebbero più esserci pazienti che, invece dovrebbero essere già nei reparti di destinazione. Così sempre più spesso non è, con gravi ripercussioni sull’organizzazione e sugli orari degli infermieri in servizio nei blocchi operatori che comunque si fanno carico di garantire cura e assistenza ai pazienti.
- Perché accade?
- Per ogni intervento programmato è già stabilito il posto letto nel reparto di destinazione dopo il post- operatorio?
- La programmazione degli interventi tiene conto delle dotazioni di personale necessarie sia per il post-operatorio sia nei reparti di destinazione dopo il post-operatorio?
- Per gli interventi in emergenza (da effettuare immediatamente) e in urgenza (da eseguire entro poche ore), è previsto un numero di posti letto da tenere disponibili?
Quel che è certo è che per gli operatori dei blocchi operatori la situazione è insostenibile, tanto da averci dato mandato – concludono Alessi e Pasquini – ad aprire lo stato di agitazione con conseguente blocco delle attività in tutte le modalità che riterremo opportune e che la norma ci consente.
Siamo consapevoli dei disagi per l’utenza, ma siamo altrettanto certi che senza operatori sanitari non esiste sanità pubblica ed universale e senza una corretta e adeguata organizzazione necessaria a garantire condizioni di lavoro sostenibili, saranno sempre di più gli operatori che decideranno di andare via.
Nuove aperture OsCo AFT e Case della Comunità. FP CGIL Bologna: bene, ma con quale personale?
Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad una serie di annunci da parte della politica e dell'Azienda Ausl sull'apertura di nuovi servizi e l'estensione di quelli attuali. Ospedali di Comunità (OsCo), Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), Case della Comunità (CdC).
Premesso che quando si tratta di ampliare l’offerta dei servizi alle persone e alle comunità, a maggior ragione per quelli che si propongono di dare maggiori risposte ai bisogni di cura e assistenza, non possiamo che esserne lieti, peccato che non sia ancora chiaro con quale personale e con quali ricadute organizzative sui servizi già in essere.
Ad esprimere tale preoccupazione sono Marco Pasquini e Gaetano Alessi – Segretario Generale e Responsabile del comparto Sanità della FP CGIL di Bologna.
Attualmente - proseguono i sindacalisti – nel territorio bolognese dobbiamo fare i conti con un blocco sostanziale delle assunzioni in tutte le professioni con graduatorie scadute (Infermieri e autisti soccorritori) ed altre che lo saranno presto (Operatori Socio Sanitari e operatori della riabilitazione), procedure concorsuali poco partecipate rispetto ai posti messi a disposizione o che non coincidono con le scadenze del PNNR, un numero crescente di operatori che sceglie di abbandonare e territori per i quali non si trovano operatori sanitari.
Già da tempo abbiamo lanciato l’allarme sulla tenuta del servizio sanitario nel territorio chiedendo alla politica e alle direzioni, in Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS) Metropolitana di Bologna, di rideterminare condizioni di attrattività e di sviluppare ragionamenti e programmazioni in maniera integrata tra le tre aziende che insistono sul territorio bolognese, senza alcun riscontro.
Siamo quindi molto preoccupati e contrasteremo scelte che ancora una volta gravino sul personale sanitario presente, già pesantemente provato, e che determinino la chiusura di altri servizi/reparti.
Servono nuove assunzioni, programmazione e organizzazione condivisa. Presupposti fondamentali senza i quali ci pare difficile poter parlare di ampliamento dell’offerta di servizi che contemplino qualità del lavoro di chi in essi opera e qualità di cura alle persone e alle comunità.
Cooperative Sociali. Così non va
Si è svolto oggi a Bologna, l'Attivo unitario delle Delegate e dei Delegati di CGIL, Cisl e UIL che operano nei servizi del terzo settore.
La denuncia è forte e chiara: il settore del sociale non può più aspettare.
"Siamo il motore del welfare cittadino, ma la nostra dignità professionale non è adeguatamente riconosciuta. Servono risposte concrete e non solo parole."
È chiaro il riferimento allo stallo del confronto per il rinnovo del contratto integrativo territoriale, in un silenzio delle parti datoriali inaccettabile.
Cosa chiediamo per il nuovo Contratto Integrativo:
Salari più pesanti: Vogliamo risposte immediate attraverso l'innalzamento del valore dei buoni pasto, allargamento della platea e l'adeguamento dei rimborsi chilometrici. Chi lavora per la comunità non deve rimetterci di tasca propria per spostarsi!
Migliore organizzazione del lavoro: Basta turni insostenibili e carichi eccessivi. Chiediamo una pianificazione che rispetti la vita dei lavoratori e la qualità del servizio offerto.
Sblocco delle trattative: Bologna deve tornare a essere un modello di contrattazione avanzata. Non accetteremo ulteriori stalli.
"Il lavoro sociale ha un valore immenso. È ora che questo valore si rifletta nelle nostre buste paga e nei nostri diritti.
Così non va!"
Le lavoratrici e lavoratori del sociale sono pronti alla mobilitazione se non ci saranno risposte concrete!
Al Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio si riaprono i posti letto di degenza. Per la FP CGIL di Bologna è un grande risultato
La FP CGIL di Bologna esprime profonda soddisfazione per la riattivazione dei 12 posti letto presso il Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio, dopo la loro soppressione a seguito dei gravi eventi alluvionali dell’ottobre 2024.
Siamo consapevoli delle enormi difficoltà affrontate in questi mesi da tutto il personale della struttura e dalla stessa Dirigenza INAIL. Nulla di quanto è stato ottenuto era scontato: il ripristino dei reparti ha richiesto grande tenacia da parte del sindacato e uno sforzo organizzativo straordinario. Un’assunzione di responsabilità comune ha contribuito a garantire la continuità di un servizio d'eccellenza per l'utenza particolarmente fragile a cui si rivolge. Un importante risultato frutto di un impegno corale.
In questo percorso complesso e pieno di ostacoli, la FP CGIL di Bologna, ancora una volta, è stata in campo con senso di responsabilità, Non abbiamo mai fatto mancare, soprattutto con la rete eccellente di delegati interni, vicinanza ai colleghi di lavoro, il confronto sempre costruttivo, il contributo al superamento delle criticità tecniche e logistiche e, pur nella consapevolezza della difficile gestione dell'emergenza che ha impegnato la Dirigenza, anche le critiche, con l’unico obiettivo della riapertura.
Come sindacato continueremo a monitorare e a dare il necessario supporto ai nostri delegati interni, affinché il Centro di Vigorso di Budrio possa tornare alla sua piena operatività, a tutela dei lavoratori e dei cittadini che fruiscono delle preziose e insostituibili prestazioni pubbliche.
Istituto Ramazzini: per Fp Cgil è a rischio la ricerca indipendente. Forte preoccupazione per la stabilità occupazionale
L’assenza del Direttore dell’Area Ricerca e la mancata comunicazione di un sostituto e del nuovo assetto organizzativo, aprono interrogativi urgenti che necessitano di risposte chiare e immediate da parte dei vertici dell'Istituto. Risposte che, nonostante le richieste formali della Fp Cgil di Bologna, non sono arrivate.
Occorre, quindi un confronto urgente con i vertici dell'Istituto Ramazzini per avere rassicurazioni concrete sul futuro industriale del Centro e sulla salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro.La ricerca richiede chiara programmazione e rispetto per chi, ogni giorno, mette le proprie competenze al servizio della salute collettiva.
Per noi - affermano Pasquini e Mesoraca della Fp Cgil di Bologna - Il Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni deve restare un presidio di scienza libera e indipendente oltre che un luogo di lavoro dignitoso e tutelato. Non permetteremo - continuano i sindacalisti - che una risorsa così preziosa per la nostra Regione venga indebolita da visioni che paiono poco chiare o di ridimensionamento. Monitoreremo con estrema attenzione ogni passaggio formale relativo alle nuove nomine e alle future strategie aziendali.
Ospedale privato accreditato Nigrisoli. FP CGIL, CISL FP, UIL FPL aprono lo stato di agitazione dei dipendenti
Le Organizzazioni sindacali di Categoria, hanno aperto lo stato di agitazione dei dipendenti dell’OSPEDALE PRIVATO ACCREDITATO NIGRISOLI, con blocco degli straordinari ed eventuali iniziative di sciopero qualora la situazione non si sbloccasse.
Tale decisione, in rappresentanza delle lavoratrici e lavoratori della struttura, si è resa necessaria per la totale indisponibilità da parte della Direzione Aziendale, ad affrontare le questioni che anche nell'incontro che si è tenuto lo scorso 22 dicembre 2025, le organizzazioni sindacali hanno posto.
Le materie del contendere riguarda l'avvio di confronto, come richiesto da parte sindacale, che porti alla definizione di un Contratto Integrativo Aziendale che preveda la valorizzazione degli operatori e che risolva l'ormai cronica carenza di personale che già a novembre dell'anno appena concluso, avevamo denunciato.
Occorre infatti definire un sistema premiante adeguato a raccogliere le specificità e l'operatività del personale per tutte le figure professionali oltre che un sistema di progressioni economiche orizzontali e occorre implementare la dotazione organica.
La grave carenza di personale, in particolare di infermieri determina un pesante aggravio dei carichi di lavoro per il personale in servizio, che raggiunge livelli di intollerabilità e che ha un impatto negativo sulla qualità dell'assistenza, sulla sicurezza dei pazienti e degli operatori stessi. Senza personale il lavoro non si fa o si fa male quindi o li si aumenta o si riducono i posti letto.
Di fronte alla totale indisponibilità mostrata sin qui dalla Direzione Aziendale, siamo stati costretti a chiamare in causa la Prefettura e se anche in quella sede non si troveranno le soluzioni necessarie, agiremo tutte le forme di mobilitazione previste dalla norma.
2025 - Un anno di News della FP CGIL di Bologna
Abbiamo raccolto tutte le notizie che la categoria ha prodotto nel corso del 2025.
Sono la testimonianza di parte del lavoro svolto, al quale si aggiungono tutte le iniziative che abbiamo fatto assieme alla confederazione e agli altri livelli della categoria e tutta l’attività di presidio, contrattazione e tutela in tutti i luoghi di lavoro e per le lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo.
Una importante attività di informazione, di denuncia e sensibilizzazione dei molti problemi che le lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici vivono quotidianamente, spesso inascoltati dai datori di lavoro pubblici e privati e che mettono in pregiudizio la quantità e la qualità dei servizi a disposizione delle persone del nostro territorio.
La nostra caparbietà nel ricercare soluzioni che permettano di costruire risposte adeguate per coloro che operano nei servizi alla collettività, in riferimento a condizioni di lavoro che sono sempre più insostenibili, a condizioni economiche che sempre più spesso non consentono di vivere dignitosamente, rappresenta oltre che un dovere morale, una necessità.
Non possiamo e non vogliamo permettere che l’articolato sistema dei servizi pubblici sia giorno dopo giorno depotenziato e smantellato. E’ quello il sistema che garantisce le risposte ai bisogni delle persone.
Continueremo a difendere i Servizi Pubblici perché sono presidio di legalità, l'infrastruttura della vita quotidiana e la base del benessere delle persone, delle comunità e della coesione sociale. Se li tagliano stiamo peggio tutti.
Clicca nel link sottostante per visualizzare o scaricare la raccolta
https://www.fpcgilbo.it/wp-content/uploads/2026/01/Un-anno-di-News-2025_compressed.pdf
Comune di Bologna: Dopo la bocciatura dell’accordo da parte dei lavoratori nessuna novità dall'incontro del 29 dicembre: le trattative ripartiranno a gennaio.
Nessuna novità dall’incontro con il Comune di Bologna di ieri 29 dicembre.
Dopo il voto al referendum, che ha visto i NO superare il 70%, il Comune non ha portato al tavolo alcun reale valore aggiunto rispetto a un accordo che i dipendenti hanno dimostrato con chiarezza di non volere.
Dall’amministrazione comunale è stato solo riproposto – come del resto già fatto lo scorso 7 novembre nell’incontro col Sindaco dopo lo sciopero - un generico impegno a cercare nel 2026 nuove possibilità di incremento del salario accessorio.
Ma è un impegno che rimane senza cifre e senza alcun tangibile riscontro negli atti adottati finora dall’amministrazione per il 2026, tra i quali il bilancio preventivo e DUP per il prossimo triennio appena varati dal Consiglio Comunale che peraltro i sindacati confederali non hanno sottoscritto.
A fronte della riproposta di questo impegno generico e della promessa di una ripresa della trattativa in successivi incontri, la FP CGIL in coerenza con il voto referendario contrario appena espresso dai dipendenti, ha ovviamente respinto .
Abbiamo inoltre ricordato all'amministrazione comunale che in caso di mancato accordo ha, per legge e per contratto, la possibilità di procedere a effettuare comunque pagamenti con atto unilaterale, ma ha anche l'obbligo (non è una concessione) di riprendere le trattative per raggiungere un accordo in un tempo massimo complessivo di novanta giorni.
Pertanto, salvo il Comune non decida di fare negli ultimi due giorni di dicembre 2025 quanto non ha fatto finora, cosa che sarebbe assolutamente auspicabile e che ci troverebbe disponibili fino all’ultimo minuto utile, le trattative per arrivare a un accordo riprenderanno certamente a gennaio nella chiarezza che servono, da parte del Comune, non promesse generiche ma risposte concrete.
𝟭𝟬 𝗗𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗶𝗼𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗶𝗴𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲. 𝗔 𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗱 𝗛𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗕𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗣𝗶𝗰𝗵𝗮𝘁.
Le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto dell’igiene ambientale Fp Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Fiadel hanno proclamato uno sciopero generale nazionale che si svolgerà in data 10/12/2025.
Le lavoratrici e i lavoratori, dopo lo sciopero del 17 ottobre scorso, prendendo atto della indisponibilità delle associazioni datoriali a dare risposte alle loro giuste rivendicazioni, il 10 dicembre sciopereranno rinunciando ad un’altra giornata di salario per tutelare, non solo i loro diritti e le loro condizioni di lavoro, ma anche per tutelare il bene comune che il loro lavoro garantisce alla collettività.
A questo sciopero “sotto l’albero di Natale” si è arrivati in conseguenza all’ennesima rottura delle trattative per il rinnovo del contratto unico dei Servizi Ambientali.
Per le associazioni datoriali fare impresa significa comprimere diritti e retribuzioni.
Trattano facendo “il gioco delle tre carte: sostengono di voler rinnovare il sistema di classificazione del personale ma con modalità tali da far aumentare solo la produttività alle aziende. Nei fatti, nessun incremento di salario aggiuntivo nelle tasche delle lavoratrici e lavoratori, necessario a compensare l’ampliamento delle mansioni oltre che il doveroso adeguamento all’inflazione che negli ultimi anni li ha impoveriti.
“Noi abbiamo detto no” – dicono i sindacati – “non siamo disponibili ad accettare la svendita delle lavoratrici e dei lavoratori di questo importante settore, sempre meno attrattivo per i giovani e sempre più esposto a malattie professionali ed infortuni”.
Rilanciano quindi alle associazioni datoriali, ma anche ai Comuni proprietari o committenti di chi eroga questi servizi, di attivarsi urgentemente in un’azione concreta di valorizzazione del lavoro e conseguentemente di un servizio indispensabile per la salubrità ed il decoro delle città.
A Bologna il presidio si svolgerà dalle ore 9,00 alle ore 11,00, davanti alla sede di Hera in Viale Berti Pichat, 2/4.










