ItaliaMeteo: Un muro di indisponibilità da parte della Protezione Civile
Nessuna disponibilità a sospendere il trasferimento del personale a Roma con decorrenza lunedì prossimo 16 marzo. E del resto nessuna disponibilità ad aprire alcun confronto sindacale. Riteniamo tale indisponibilità ancora più inaccettabile dal momento che la data del trasferimento non è in alcun modo indicata nel decreto legge 25 del 27 febbraio scorso, ma individuata in modo discrezionale dal commissario Ciciliano, che ha dato ai lavoratori un preavviso di cinque giorni lavoratori per assumere decisioni che riguardano la loro vita e i loro affetti.
Abbiamo ritenuto una mancanza di rispetto ai lavoratori e alle lavoratrici e a tutta la città di Bologna - sottolineano i sindacalisti -l’assenza all’incontro di oggi del commissario Ciciliano. Assente all’incontro per impegni lavorativi (a quanto ci è stato riferito), ma che ha trovato il tempo per denigrare i lavoratori e le lavoratrici e le loro professionalità sulla stampa di oggi.
La CGIL e le categorie FP e NIDIL nel pomeriggio incontreranno i lavoratori in assemblea per definire le ulteriori iniziative, anche sul piano legale, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, di tutte le tipologie contrattuali.
ITALIAMETEO: un trasferimento dannoso per chi vive di lavoro e per un servizio sempre più strategico per il Paese
Bologna 10 Marzo 2026 - Le Lavoratrici e i Lavoratori dell’Agenzia ItaliaMeteo di Bologna, questa mattina hanno svolto un’assemblea pubblica organizzata dalla FP CGIL e da Nidil cgil di Bologna, davanti al Tecnopolo di Via Stalingrado per dire NO alla chiusura della sede bolognese disposta dal Governo, dal prossimo 16 Marzo, per trasferirla a Roma.
Si tratta di una decisione che nulla ha a che fare con questioni di merito e che al contrario pare ingiustificata anche per come è stata presa. Un articolo inserito in un decreto legge con carattere di necessità e urgenza.
Il primo impatto sarà sui 24 tra lavoratrici e lavoratori che operano nella sede bolognese dei quali sette con un contratto di somministrazione, otto consulenti con partita Iva e nove in comando da altri enti che difficilmente potranno essere ricollocati nella nuova sede romana. Nei fatti tale trasferimento assomiglia ad un licenziamento collettivo.
Ma l’impatto sarà negativo anche per il servizio meteorologico nazionale in riferimento alle previsioni a breve, medio e lungo termine, oltre che reputazionale per il Paese essendo l’Agenzia bolognese divenuta in pochi anni un riferimento internazionale grazie alle professionalità che in essa lavorano.
L’Agenzia nazionale per la Meteorologia e Climatologia ItaliaMeteo, si legge nel sito web della stessa, è la struttura di servizio meteorologico nazionale. Opera, in linea con l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), per aumentare la competitività e l’efficienza del sistema meteorologico italiano, rafforzando e razionalizzando le attività nei settori del monitoraggio e previsione meteorologica, delle valutazioni e previsioni climatiche e meteo-marine, in raccordo con gli Enti meteo nazionali e regionali. Sin dalla sua istituzione con Legge di Bilancio 205/2017, la scelta di collocarla a Bologna – scelta confermata nelle leggi di bilancio successive fino a quella del Dicembre scorso - non era stata casuale. In questo territorio l’Agenzia poteva e potrebbe ancora, contare sulla presenza di una infrastruttura tecnologica e scientifica in rapida espansione: Il Tecnopolo che attualmente, fra l’altro ospita il Centro europeo per le previsioni a medio termine e il super computer Leonardo.
Una collocazione che come si diceva ha contribuito a fare dell’Agenzia ItaliaMeteo un riferimento internazionale nel campo della meteorologia. Il suo spostamento, comporterà un grave rallentamento, se non l’interruzione del servizio, a svantaggio dell’interesse nazionale, un futuro incerto di tante professionalità consolidate, lo spreco degli ingenti investimenti tecnologici fatti che andranno perduti, oltre che la cancellazione delle tante convenzioni con altre Regioni come Liguria e Lombardia.
Domani quindi CGIL, FP e Nidil di Bologna saranno all’incontro in Prefettura e Venerdì al tavolo di crisi in Regione per ottenere una sospensione del provvedimento. Nulla sarà lasciato intentato per scongiurare un trasferimento che crea danno a chi vive di lavoro e ad un servizio sempre più strategico per il Paese e le persone tutte.
ItaliaMeteo: Decisa la chiusura dal 16 Marzo. È inaccettabile
Un trasferimenti collettivo voluto dal Governo, che diventa un licenziamento collettivo, con modalità mai viste in questo territorio.
Nel corso dell'assemblea sindacale convocata urgentemente da FP CGIL e NIDIL CGIL, alla quale ha partecipato anche il Segretario Generale della Camera del Lavoro di Bologna, oltre a confermare lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, si è ribadito l'impegno della CGIL ad andare fino in fondo e a non lasciare nulla di intentato.
Nel frattempo è già stata convocata un'assemblea sindacale pubblica per Martedì 10 Marzo alle ore 10,00, nell'area antistante il Tecnopolo in via Stalingrado.
Nuovo MuBa al Pilastro: FP CGIL Bologna: "Si pensa di investire sul futuro privatizzando i servizi?"
È quanto preoccupa la Fp Cgil di Bologna che domani incontra le lavoratrici e i lavoratori in assemblea.
"Si parla del MuBa come di una rivoluzione - affermano Marco Pasquini e Michela Arbizzani della categoria bolognese - dimenticando, o peggio ancora ignorando che le attività laboratoriali, di lettura e di educazione che la Fondazione Innovazione Urbana annuncia come novità, sono già garantite quotidianamente dai dipendenti comunali di Casa Gialla e della Biblioteca Spina."
"Il personale del Comune di Bologna - lo ribadiscono fermamente - da anni serve con dedizione le scuole e i residenti della zona ma viene costantemente ridotto ai minimi termini."
"Allora - continuano - ci chiediamo e chiediamo all'Amministrazione comunale, chi gestirà il MuBa?
La risposta ci pare già scritta nei fatti che evidenziano un disinvestimento programmato sul personale, e nel precedente che ha interessato la Biblioteca Lame."
I due sindacalisti della Fp Cgil di Bologna concludono chiedendo il confronto che fino ad oggi non è stato attivato, risposte chiare e garanzie su una gestione che non sfugga dal perimetro pubblico per consegnarla ad altri soggetti.
"Noi non staremo a guardare e domani nell'assemblea delle lavoratrici e lavoratori, decideremo con loro il da farsi"
Agenzia ItaliaMeteo: FP CGIL e Nidil di Bologna aprono lo stato di agitazione su mandato delle lavoratrici e lavoratori
Le Categorie Funzione Pubblica e Nidil della CGIL di Bologna hanno svolto in queste ore un'assemblea con tutte le lavoratrici e i lavoratori dell'Agenzia ItaliaMeteo per discutere sull'incerta situazione occupazionale che si verrebbe a determinare per il trasferimento dell'Agenzia da Bologna a Roma.
L’attuale collocazione dell'Agenzia può contare sulla presenza di un ecosistema scientifico e infrastrutturale già consolidato e di assoluta eccellenza, come il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine e il super computer Leonardo. Il suo trasferimento rischia di compromettere un percorso strategico cresciuto negli anni, divenendo un evidente riferimento internazionale nel campo della meteorologia e climatologia e costituirebbe un arretramento di conoscenze e competenze per l'intero Paese.
Assieme alla lavoratrici e ai lavoratori coinvolti si è pertanto ribadita l’importanza di mantenere, nei modi che si riterranno opportuni, la collocazione dell'Agenzia ItaliaMeteo in prossimità di poli con alte competenze in meteo/clima in modo da costituire un valore aggiunto e strategico sul Servizio Meteorologico nazionale e allo stesso modo rappresentare la migliore garanzia di tutela delle enormi competenze e professionalità acquisite.
La nota dolente è che l'attuale assetto occupazionale sconta livelli non omogenei di tutela, tra tecnici, amministrativi e consulenti comandati e somministrati, che una brusca fuga in avanti metterebbe a serio rischio di tenuta complessiva.
Nell'ambito dello stato di agitazione che si è avviato, l'Assemblea delle lavoratrici e lavoratori ha dato mandato alla Rsu e alle sigle sindacali di compiere ogni tentativo possibile per avviare un confronto con la parte datoriale pubblica e si è dichiarata comunque pronta a mobilitarsi, con assemblee e presidi, nei prossimi giorni se ciò non dovesse verificarsi.
Sanità in Appennino: La Fp CGIL di Bologna rappresenta una situazione molto critica in tutti i servizi. Servono interventi immediati.
"La tenuta del servizio sanitario pubblico in Appennino bolognese per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, è messa a dura prova dalla carenza di personale ma, al momento non riscontriamo da parte dell’Azienda, le necessarie risposte”. - Lo affermano Marco Pasquini Segretario Generale e Gaetano Alessi Responsabile comparto sanità della FP CGIL di Bologna -
Da quanto risulta, considerando i pensionamenti già avvenuti e quelli imminenti, al polo di Porretta mancheranno tre infermieri al Pronto Soccorso e tre in Sala Operatoria; nel Centro di salute mentale e Sert di Vergato mancano due unità; Sul servizio di riabilitazione che tiene insieme Porretta, Vergato e Castiglion dei Pepoli non si è dato corso alla sostituzione di due fisioterapiste, nonostante l’aumento della domanda dovuto all’avvio del Centro Ambulatoriale Riabilitativo (CAR), a Porretta mancano Tecnici di Radiologia e di Laboratorio; al Servizio di Igiene Pubblica di Porretta non è stato sostituito il personale amministrativo.
Carenze che si aggiungono alle difficoltà che ciclicamente, soprattutto nel periodo estivo, caratterizzano le piastre mediche di Porretta e Vergato per le quali gli operatori sono costretti a spostarsi da un ospedale all’altro per dare supporto ai servizi.
“Il tema della carenza di personale non riguarda solo l’Appennino.” - Aggiungono i sindacalisti - Anche nella riunione con la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria Metropolitana (CTSSM) dello scorso 26 febbraio, abbiamo ancora una volta rappresentato il problema della carenza di personale e la necessità di sviluppare una analisi prima ed un confronto poi, su come garantire la tenuta del servizio in Appennino come nel resto del territorio metropolitano. E’ complicato ragionare di implementazione dei servizi, seppur organizzati in maniera differente, senza la presenza di personale necessario a farli funzionare. Altrimenti non si tratta di implementazione ma di scegliere quali degli attuali servizi “sacrificare” per aprirne di altri. Siamo consapevoli delle difficoltà che stanno caratterizzando ricerca di personale. A maggior ragione è necessario sviluppare azioni integrate tra AUSL e istituzioni pubbliche per garantire attrattività territoriale."
Certo è - concludono - che non possiamo assistere ad una trasformazione della risposta ai bisogni di sanità del nostro territorio che non sia frutto di un percorso condiviso con chi quella trasformazione la deve attuare quotidianamente. Ad oggi però siamo fermi all’informazione e se non arriveranno risposte alle nostre sollecitazioni non avremo altra possibilità se non quella di avviare una stagione di mobilitazione.
VILLA MORANDI Struttura residenziale per Anziani dell'Appennino bolognese: Annunciata chiusura. Servono soluzioni per anziani ospiti e lavoratori.
In merito alla comunicata chiusura della struttura situata nel comune di Grizzana Morandi nell'appennino bolognese, la Fp Cgil insieme alla Camera del Lavoro Intercomunale della Montagna e allo Spi CGIL di Bologna, esprimono forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e sociali che tale decisione comporterà.
La cessazione dell'attività da parte della cooperativa uscente rischia di determinare non solo la perdita di posti di lavoro, ma anche una significativa riduzione dell'offerta di servizi socio assistenziali in un territorio già fragile come quello dell'appennino. Tali strutture rappresentano un punto di riferimento per anziani e famiglie.
Abbiamo già avviato un confronto con la città metropolitana per individuare soluzioni che consentano di tutelare i lavoratori coinvolti e garantire la continuità dei servizi. Un passaggio fondamentale per costruire un percorso condiviso che metta al centro la salvaguardia occupazionale e la protezione dei più fragili.
Il Comune sta effettuando sopralluoghi tecnici per verificare lo stato dell'immobile e quantificare con precisione l'entità dei costi di manutenzione, con particolare attenzione agli impianti antincendio e agli adeguamenti necessari per garantire il rispetto delle norme vigenti.
L'obiettivo prioritario per il sindacato resta la tutela di ospiti e lavoratori, attraverso la ricerca di soluzioni concrete che possano garantire la continuità del servizio in una realtà territoriale che non può permettersi ulteriori perdite di presidi essenziali.
Per scongiurare la chiusura di questo presidio fondamentale, la Cgil, continuerà a mettere in campo tutte le azioni necessarie nei confronti degli attori pubblici e privati.
Il tempo non è galantuomo e il 18 marzo potrebbe essere l'ultimo giorno di attività di Villa Morandi!
Servizi Sociali comune di Bologna: a tre anni dal trasferimento da Asp città di Bologna, incertezza e disparità per 17 lavoratori
Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL denunciano nuovamente la situazione inaccettabile che riguarda i lavoratori dei servizi sociali (Domiciliarità, Centro per le Famiglie e Minori) trasferiti tre anni fa da ASP Città di Bologna al Comune di Bologna.
La decisione della Giunta Comunale, operativa dal 1° aprile 2023, fu assunta senza definire preventivamente modalità e tempi certi per l’assunzione di circa 40 lavoratori coinvolti. A distanza di oltre tre anni, il problema resta aperto, come confermato dall’ incontro inconcludente tra Comune, ASP e rappresentanze sindacali avvenuto ieri.
Oggi sono ancora 17 i lavoratori che, pur pienamente integrati nei servizi comunali, subiscono un trattamento economico inferiore rispetto ai dipendenti del Comune a parità di mansioni. Per 10 assistenti sociali la disparità continuerebbe per tutto il 2026; per gli altri 7, pure dichiarati dallo stesso Comune essenziali per i servizi, non esiste alcuna previsione certa di assorbimento nell’organico comunale, con il rischio concreto di essere dichiarati in esubero presso ASP, che non ha vacanze di organico per i loro profili. È inaccettabile che una scelta politica di tale portata non abbia ancora una soluzione definitiva.
Lo ribadiamo con forza: non esistono servizi pubblici ai cittadini, senza lavoratrici e lavoratori. Non si può garantire qualità mantenendo il personale in condizioni di disparità e incertezza.
FP CGIL, CISL FP e UIL FPL chiedono quindi al Comune di Bologna di definire immediatamente un percorso vincolante e accelerato per l’assorbimento di tutti i lavoratori, garantendo concretamente stabilità occupazionale e professionale e superando da subito ogni trattamento discriminatorio.
In assenza di risposte concrete, saranno attivate tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.
In AUSL nuove assunzioni di infermieri, OSS. Amministrativi e dietisti. FP CGIL Bologna: Le rivendicazione e le mobilitazioni, portano risultati, ma il territorio deve essere maggiormente attrattivo.
La nostre costanti rivendicazioni e mobilitazioni hanno portato risultati.
Sono infatti state autorizzate 49 assunzioni di Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere (Cpsi), 15 Operatori Socio Sanitari (Oss) oltre ad altre assunzioni per l'area tecnico/amministrativa e per il servizio di dietologia.
Si tratta di Operatrici e Operatori che andranno su tutto il territorio a garantire i servizi per la comunità. Una boccata di ossigeno che permetterà di allentare la pressione nei reparti e di garantire migliore cura ai pazienti.
Occorre però che le assunzioni nell’Azienda sanitaria bolognese siano un tratto costante perché alto è il turn over. Serve quindi una programmazione che, oltre a dare copertura alle cessazioni di personale, sia nelle condizioni di implementare le risposte in termini di servizi, in ragione ai bisogni delle comunità.
Analogamente, per rendere il territorio più sostenibile e attrattivo nei confronti di operatori sanitari che volessero scegliere di lavorare nell’area metropolitana bolognese, occorre l’impegno costante e il raccordo da parte delle istituzioni pubbliche del territorio per rendere la città metropolitana maggiormente fruibile sotto il profilo degli alloggi, dei servizi e del trasporto pubblico.
Nuove risorse per la Polzia Locale grazie anche ai nostri emendamenti. Ora occorre risolvere i nodi strutturali
In questi anni abbiamo rivendicato un miglioramento del quadro normativo a favore della Polizia Locale, anche presentando emendamenti ai DDL di riforma e alle Leggi di Bilancio.
Questo impegno trova un primo riscontro nel Decreto Sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 febbraio scorso che introduce alcune disposizioni di rilievo per la Polizia Locale all’interno dell’articolo 6, “Potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana”.
I significativi elementi di novità, che possono essere sintetizzati in tre grandi ambiti, riguardano il finanziamento del lavoro straordinario, il finanziamento di incentivi e premi e le assunzioni a tempo determinato. Misure che comportano risorse aggiuntivi aggiuntive rispetto ai fondi ordinari e che non soggette ai limiti previsti dall’art. 1, comma 2, del CCNL 16.11.2022 e dall’art. 23 del d.lgs. 75/2017.
Un risultato importante che recepisce una delle principali rivendicazioni della FP CGIL per la Polizia Locale di conseguire equità di trattamento con altri settori degli enti locali ai fini di derogare dal tetto del salario accessorio per le risorse del Codice della Strada come già avviene per incentivi tecnici, avvocatura, IMU e TARI.
Ciò consente di ricollocare nel fondo risorse decentrate (art. 79, comma 1, lett. a del CCNL 16.11.2022) tutte le maggiori risorse provenienti dall’art. 208 del Codice della Strada, destinate alla Polizia Locale, da contrattare a livello decentrato per premiare e incentivare il personale.
Si tratta indubbiamente di un passo avanti che però non dà risposte alla grave carenza di personale, all’elevata età media del corpo, ai carichi e turni di lavoro eccessivamente pesanti, oltre al rischio che, con organici ridotti, le nuove risorse vengano utilizzate solo per aumentare le ore straordinarie, peggiorando le condizioni di lavoro e di esposizione a rischio delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per questo, la FP CGIL continua a rivendicare un piano straordinario di assunzioni per la Polizia Locale, il riconoscimento contrattuale, previdenziale, infortunistico e assistenziale delle specificità professionali e una nuova Legge di Riforma dell’Ordinamento della Polizia Locale che sani definitivamente la disparità di trattamento e garantisca dignità, tutele e valorizzazione del ruolo.








