E’ un clima di tensione quello che si respira dentro il reparto di rianimazione Terapia Intensiva e Hub Maxi Emergenze dell’Ospedale Maggiore di Bologna – denuncia Gaetano Alessi responsabile comparto sanità della Fp Cgil di Bologna – da quanto ci riferiscono le lavoratrici e i lavoratori, sono molti quelli che chiederanno di spostarsi e altrettanti quelli che stanno pensando di dare le dimissioni.   

Le ragioni risiedono nella mancanza di risposte da parte della Direzione Aziendale in riferimento alla dotazione organica e carichi di lavoro e alla valorizzazione economica del personale coinvolto, nonostante il grido di allarme più volte lanciato da noi e dagli operatori stessi.

Solo per fare un esempio – incalza il sindacalista – non è stato ancora predisposto il piano delle ferie estive.

Se si dovessero concretizzare le volontà espresse dalle lavoratrici e lavoratori per la mancanza di soluzioni, la sanità pubblica della Città Metropolitana di Bologna perderebbe eccellenze fondamentali per la tenuta del servizio ai cittadini.

Quelle della Terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore è solo l’ultima in ordine di tempo delle molteplici segnalazioni fatte negli ultimi mesi dalla FP CGIL di Bologna per chiede all’AUSL di Bologna di porre in essere soluzioni adeguate ed urgenti. Lo abbiamo fatto sulla carenza di personale sanitario al Carcere della Dozza, sulla situazione insostenibile nelle Recovery Room dell’Ospedale Maggiore, sulla mancata applicazione degli accordi sul Personale della Ricerca, sulla carenza di personale all’Ospedale di Porretta e all’Ospedale di Bentivoglio senza che l’Azienda abbia messo in campo azioni risolutive.

Quello di oggi, rischia di essere l’ultimo avvertimento prima che si arrivi al punto di non ritorno sulla tenuta del sistema – conclude Alessi – All’ennesima risposta evasiva tale da non determinare reali soluzioni, reagiremo nelle modalità che riterremo più opportune”.

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